Ospedale San Marco, operato con stampa 3D un giovane con il volto deformato

23 Ottobre 2020

L'intervento è stato effettuato dall’equipe della Chirurgia Maxillo Facciale diretta dal Professore Alberto Bianchi, che ha applicato una tecnica chirurgica innovativa sviluppata con un’azienda siciliana specialista nelle progettazioni Custom-made.

 

di

CATANIA. Grazie a un intervento con stampa 3D al Policlinico “Rodolico- San Marco” un giovane è “guarito” dal volto deformato.

Ad eseguirlo è stata l’equipe della Chirurgia Maxillo Facciale diretta dal prof. Alberto Bianchi, che per affrontare una situazione altrimenti troppo complessa ha applicato una tecnica chirurgica innovativa sviluppata con un’azienda siciliana specialista nel settore delle progettazioni Custom-made.

Il volto destro di S., 33 anni, si era consolidato in modo deforme dopo una frattura in seguito ad un brutto incidente stradale: a 27 anni ha perso la vista per un trauma, l’osso si è riparato in modo anomalo, creando una alterazione della euritmia facciale, fino a essere ruotato e ribassato rispetto al normale. La deformità del volto è diventata un grave handicap estetico difficile da accettare nel relazionarsi gli altri.

Alberto Bianchi

«Di fronte a una compromissione così grave del volto, che si era deformato su più piani, era impossibile eseguire in modo tradizionale l’intervento di osteotomia, che attraverso l’asportazione di un cuneo d’osso lo riporta alla posizione normale», spiega il prof. Bianchi, aggiungendo: «L’intervento è stato realizzato grazie a una pianificazione preoperatoria ‘computer assisted’, che ci ha permesso di definire le linee di taglio da seguire per correggere su diversi piani l’osso deformato. Dopo una simulazione virtuale della tecnica sono state realizzate placche e guide di taglio ad hoc, da utilizzare in sala operatoria, pezzi unici stampati in 3D senza i quali non sarebbe stato possibile operare».

Il primo passo è stata la Tac del cranio deformato, successivamente è stato eseguito un “mirroring” del lato sano per progettare il percorso chirurgico con il supporto di un modello informatico: una successione di piccole asportazioni di tessuto dall’osso, calcolate per arrivare alla possibilità di ruotare i segmenti ossei dello zigomo e del mascellare per ripristinare l’anatomia normale dell’emivolto di destra.

«Con lo stesso modello di calcolo avanzato abbiamo progettato specifiche ‘guide’ di taglio– continua Bianchi- che sono state indispensabili in sala operatoria: applicandole sull’osso, hanno consentito di eseguire incisioni perfette su più piani benché molto piccole. Molto utile è stato anche simulare l’intervento su un modello stampato in 3D che riproduceva fedelmente l’anatomia alterata del Massiccio Facciale, passaggio intermedio tra la pianificazione virtuale e la sala operatoria. A tre mesi dall’intervento, il volto di S. è tornato ad avere una simmetria, riportandolo dopo quasi 4 anni a una vita del tutto autonoma e normale».

«Questo intervento- commenta il prof. Bianchi- rappresenta perfettamente il ruolo dell’Azienda: trovare soluzioni nei casi più difficili. È possibile grazie alla ricerca, nostro elemento distintivo, visto che siamo un’azienda universitaria, un ospedale di ricerca e rappresentiamo uno dei punti di riferimento per le malattie testa-collo in Sicilia, oltre a essere un centro scientificamente riconosciuto a livello internazionale».

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV