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ASP e Ospedali

A Messina

Ospedale Papardo, proclamato lo stato di agitazione

La protesta «per il grave ridimensionamento a cui inesorabilmente andrebbe incontro l'ospedale qualora venisse pedissequamente applicato il nuovo tetto di spesa assegnato dall'Assessorato Regionale alla Salute».

Tempo di lettura: 2 minuti

MESSINA. Salvare l’ospedale Papardo non è un mero slogan, ma rappresenta il forte allarme lanciato da Cgil, Uil e Fvm-Fismu a tutela degli interessi dei cittadini/utenti messinesi. Si è svolta stamani presso l’auditorium una partecipata Assemblea dei lavoratori del nosocomio per esporre «il grave ridimensionamento a cui inesorabilmente andrebbe incontro l’ospedale qualora venisse pedissequamente applicato il nuovo tetto di spesa assegnato dall’Assessorato Regionale alla Salute».

I sindacati sottolineano: «Il Papardo è stata l’unica Azienda sanitaria siciliana a cui è stata sottratta una rilevante quota di finanziamento regionale (-11,2%), mentre le altre hanno visto incrementare il loro tetto di spesa (A.O. Cannizzaro di CT +5,31%; A.O. Garibaldi di CT +5,82%; A.O. Cervello-Villa Sofia di PA +4,07%; A.O. Civicodi Pa + 0,61%). Infatti, nonostante il numero di posti letto attribuiti al Papardo siano passati da 324 (del 2017) a 363 posti letto (con il Decreto Assessoriale 11 gennaio 2019 n.22), successivamente incrementati di ulteriori 28 posti letto (con il Decreto Assessoriale 614/2020) a seguito dell’intervenuta situazione di emergenza epidemiologica da Covid 19, il tetto di spesa attribuito dalla Regione è stato ridotto di circa 8 milioni di euro (da 79.924.000 del 2017 a 71.870.000 di euro del tetto di spesa attribuito nel 2021)».

In altre parole, nonostante il numero dei posti letto sia stato incrementato di 67 unità, il personale in servizio è stato ridotto da 1494 a 1345 dipendenti. È emerso, pure, che i lavoratori del Papardo ritengono «non più tollerabile l’ennesimo scippo perpetrato nei confronti di un’azienda che produce salute, che ha immediatamente detto ”Eccomi” alla impellente richiesta di garantire posti Covid, che è ricca di professionalità di indiscussa caratura, che serve un territorio vastissimo e che, malgrado le difficoltà ed i molteplici tagli subiti, ha dimostrato ancora una volta di esserci e di dare risposte alla collettività ed ai pazienti».

Dopo una discussione a cui hanno partecipato i segretari generali della Cgil Giovanni Mastroeni e della Uil Ivan Tripodi, i segretari generali della Fp Cgil Francesco Fucile e della UILFPL Giuseppe Calapaj, nonché i Direttori di Struttura Complessa, Antonino De Luca componente della VI Commissione ”Servizi sociali e sanitari”, Alessandra Calafiore Assessore comunale alle politiche sociali e Antonella Russo consigliera comunale, e numerosi lavoratori, l’Assemblea all’unanimità ha richiesto la revisione del tetto di spesa e ha deciso la proclamazione dello stato di agitazione del personale del Papardo. In tal senso, si è deciso di definire la programmazione delle modalità della mobilitazione subito dopo gli esiti dell’audizione delle OO.SS. in VI Commissione dell’Ars prevista il prossimo 1 giugno 2021.

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