Ospedale «Papardo- Piemonte» in ginocchio: il 70 per cento tra medici e infermieri hanno scioperato

17 Maggio 2016

La vertenza per la carenza di organico è esplosa nello stop di 24 ore del personale sanitario del nosocomio messinese. Ecco le interviste video di Insanitas.

di Andrea Castorina

MESSINA. Medici costretti ad effettuare fino a sessanta visite al giorno, organici ridotti all’osso e serie difficoltà ad assicurare un servizio sanitario sufficiente alle esigenze della popolazione.

Sono queste le principali motivazioni che hanno fatto scattare lo sciopero del personale sanitario degli ospedali “Papardo” e “Piemonte”, organizzato dai sindacati Anaoo-Assomed, Cimo, Aaroi, Fvm, FpcCgil, Cisl-Medici, Cisl-Fp, Fials, Nursin Up, Fsi, Nursind, Ugl-Medici, UilFp, Uil-FpMedici, a seguito dell’esito negativo del tentativo di raffreddamento e conciliazione svoltosi in Prefettura lo scorso mese.

In Sicilia è la prima volta che medici e infermieri decidono di incrociare le braccia per 24 ore, aderendo a una protesta che ha sfiorato il 70% delle adesioni, compreso il personale precettato che ha comunque garantito l’assistenza per i casi di emergenza.

Questa mattina, sindacalisti, personale sanitario e cittadini si sono riuniti in assemblea nell’auditorium dell’ospedale “Papardo”. Durante il dibattito sono emerse tutte le difficoltà con cui i medici sono costretti a convivere da ormai due anni.

«Il personale di Papardo e Piemonte è in estrema sofferenza- spiega Guglielmo Catalioto della Cgil- In gioco c’è il riposo di medici e infermieri previsto dalla legge europea che in questo caso non viene rispettata. Oggi c’è stata una partecipazione quasi totalitaria, le sigle sindacali si sono unite per far emergere un problema che riguarda tutta Messina. Non escludiamo ulteriori proteste anche in forma più eclatante, cercheremo di coinvolgere l’opinione pubblica e le autorità politiche a partire dal sindaco Renato Accorinti».

In una situazione del genere aumenta notevolmente il rischio clinico a cui sono sottoposti i pazienti.

«Siamo scesi in piazza per dire basta a speculazioni politiche sulla pelle dei cittadini- precisa Francesco Romeo di Fvm Fsi – Attualmente Papardo e Piemonte offrono un servizio da terzo mondo. In questo momento in molti reparti c’è un solo medico ad assicurare un lavoro per il quale sarebbero necessari almeno altre due unità di personale. Maggiori difficoltà si riscontrano in Cardiologia, Ortopedia, Medicina Interna e nello stesso Pronto Soccorso. Il cuore dell’ospedale sta smettendo di pulsare. Non possono dirci che non ci sono soldi quando il governo regionale preleva dal fondo della Sanità 365 milioni di euro e li destina per altre spese. Bisogna approvare al più presto atto aziendale e pianta organica, successivamente occorrerà attuare un nuovo bando per aumentare l’organico delle Unità Operative».

L’iter farraginoso della legge 24/105 che sancirà l’accorpamento tra Piemonte e Irccs, contribuisce a rallentare il definitivo riassetto della pianta organica. Si attende la proclamazione della legge in Gazzetta Ufficiale dopo di che bisognerà attendere 90 giorni affinché il decreto attuativo entri in vigore.

Ma secondo il sindacalista della Uil Fpl Mario Macrì, le problematiche hanno avuto origine da un precedente blocco delle assunzioni dovuto a una rimodulazione degli ospedali siciliani in rapporto con la popolazione. «Già lo scorso anno, in seguito alle varie norme sul personale, si è progressivamente ridotto il numero dell’organico operante. Non sono stati rimpiazzati i medici andati in pensione. L’ex assessore della Sanità, Lucia Borsellino, aveva tentato di assicurare numeri sufficienti ai reparti giudicati strategici tramite un decreto che sbloccava le assunzioni. Nell’azienda Papardo ciò però non è avvenuto, c’è chi era stato assegnato al Pronto Soccorso, ma nel frattempo effettua servizio in altri reparti. Ci troviamo, dunque, con una pianta organica bloccata mentre parte del personale opera in altre Unità».

Domani mattina una delegazione di medici e sindacalisti si recherà a Palermo per partecipare ai lavori della VI Commissione regionale. La protesta si sposta quindi a Palazzo dei Normanni.

  • Guglielmo Catalioto (Cgil)

  • Mario Macrì (Uil Fpl)

  • L'assemblea nell'auditorium del "Papardo

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