Ospedale Papardo, innovativo modello di cura del diabete mellito

4 Ottobre 2019

Finanziato dall'Assessorato regionale alla Salute, è stato presentato durante il convegno "Diabete Mellito: gestione integrata ospedale-territorio. Terapia comportamentale e farmacologica", tenutosi presso l'azienda ospedaliera messinese.

 

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MESSINA. È stato denominato Progetto GID (Gestione Integrata Diabete) e prevede un nuovo modello di lavoro multidisciplinare e di integrazione tra ospedale e territorio nella cura del diabete mellito.

Attivato presso l’ambulatorio di Diabetologia della U.O.C. di Medicina dell’A.O. Papardo di Messina diretta dal Direttore Generale Mario Paino, oggi è in grado di offrire un servizio completo al paziente che comprende, oltre alla tradizionale assistenza diabetologica, la possibilità di eseguire un piano alimentare personalizzato e un counseling psicologico.

Un’importante novità in ambito medico che è già diventato un riferimento per il territorio messinese.

Nel mondo il diabete mellito interessa oltre 415 milioni di persone e si prevede che entro il 2040 oltre 640 milioni di persone ne saranno affette. Comporta costi sociali elevati, specie per le complicanze croniche, i ricoveri evitabili e la mortalità. Inoltre, l’80% dei casi di diabete mellito di tipo 2 è associato a obesità e sindrome metabolica.

Nonostante la scienza medica e farmacologica abbia compiuto grandi passi in avanti, oggi la maggiore difficoltà in diabetologia riguarda ancora la gestione dei diversi aspetti sanitari, assistenziali e sociali del paziente. Tale gestione richiede una profonda conoscenza dei bisogni del paziente affetto da patologie croniche e delle fragilità che tale condizione comporta.

La soluzione proposta dalle più recenti linee guida internazionali è la composizione di un team multidisciplinare di professionisti che prenda in carico il paziente diabetico e che presti assistenza interagendo in modo flessibile e dinamico, attraverso procedure che riescano di volta in volta ad adattarsi alle esigenze individuali e che educhi il paziente alla gestione attiva della sua patologia.

Il Progetto GID, che rientra nel PSN 2016 per la cronicità ed è stato finanziato dall’Assessorato regionale alla Salute, è stato presentato durante il convegno “Diabete Mellito: gestione integrata ospedale-territorio. Terapia comportamentale e farmacologica”, tenutosi presso l’A.O. Papardo il primo ottobre.

Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, Mario Paino, ha aperto i lavori sottolineando come “l’impegno nel trovare nuovi metodi di approccio alle cronicità, costituisca un importante traguardo verso cui tendere”, e si è detto entusiasta di poter sviluppare il “metodo GID” all’interno di un’Azienda come il Papardo che ingloba tutte le discipline per un approccio multiplo e completo anche nella gestione delle complicanze del diabete mellito.

I medici Francesco Malara e Carlo Casile, rispettivamente Responsabile scientifico e Responsabile delle attività del progetto, hanno poi illustrato i punti principali del nuovo metodo. L’obiettivo è migliorare l’umanizzazione delle cure, l’assistenza e la tutela dei pazienti affetti da malattie croniche metaboliche e favorire la collaborazione tra ospedale e medici di medicina generale.

“La patologia è diffusa e gli esiti sono altamente invalidanti, quindi è importante promuovere la conoscenza del fenomeno diabete- ha spiegato Malara- Il progetto riguarda la gestione integrata, valorizzando gli aspetti nutrizionali e psicologici oltre alla tradizionale terapia farmacologica”

Secondo il dott. Casile “questo nuovo modello di assistenza ambulatoriale al paziente diabetico, che coinvolge un team multidisciplinare di specialisti (oltre al diabetologo, ci sono lo psicologo ed il biologo nutrizionista), è molto gradito dai pazienti. I nostri dati dimostrano una maggiore efficacia sugli outcomes, direttamente correlata ad una migliore aderenza alle cure e ad una più stretta collaborazione con i MMG”.

Il dott. Casile ha anche anticipato due novità in fieri: “Altri filoni di intervento riguarderanno l’attivazione di un ambulatorio di diabete gestazionale e un progetto con le scuole di prevenzione dell’obesità”.

Un supporto arriva dalle nuove tecnologie. Grazie ad una nuova piattaforma aziendale, presentata al Convegno dalla dott.ssa Serena Repici, esperta in comunicazione del Progetto GID, sarà possibile un collegamento diretto tra diabetologi dell’ospedale e i MMG attraverso un link sul sito www.aopapardo.it, il tutto nel pieno rispetto della privacy dei pazienti.

Al Convegno è intervenuto il Prof. Massimo Ingrassia, docente di Psicologia della Salute dell’Università di Messina, che ha illustrato i comportamenti del paziente nell’affrontare la malattia cronica ponendo l’accento sulla fondamentale differenza tra l’essere malato ed il sentirsi ed il definirsi tale, in un difficile percorso di accettazione e convivenza con la cronicità.

La dott.ssa Mara Lastretti, coordinatrice dell’Osservatorio Psicologia in Cronicità (OPC) della Regione Lazio e da anni in prima linea nella gestione del diabete mellito (coautrice delle Buone Prassi in Psicologia), ha portato l’esperienza romana fatta con l’Ordine degli Psicologi e presentato recenti contributi di ricerca.

E ha sottolineato: “II cambiamento può attivare emozioni come la paura, la rabbia, ma è anche adrenalinico, perché sfidante. Questa giornata di studio è stata tutto questo: un bellissimo cambiamento, pauroso ma sfidante. Il progetto GID , che ha come modello di riferimento quello biopsicosociale ed è costituito da un team multiprofessionale (diabetologo, biologo e psicologo), ha come punto di forza l’integrazione tra la clinica e la ricerca. Costruisce e crea una nuova realtà integrata di gestione della persona con diabete. Ho trovato tutto l’entusiasmo dei nuovi inizi, la bellezza di sapere e sentire di essere al posto giusto nel momento giusto. Rompere gli schemi significa accettare qualcosa di diverso, significa personificazione della cura, significa collaborazione, significa crescita umana e professionale”.

Il dott. Giuseppe Lo Greco, già primario di Endocrinologia dell’A.O. Papardo, ha trattato l’argomento “Diabete e Nutrizione”, analizzando i corretti stili nutrizionali che andrebbero seguiti per raggiungere gli obiettivi terapeutici e migliorare la qualità di vita.

La biologa nutrizionista dott.ssa Iolanda Rizzotti e la psicologa dott.ssa Daniela Di Blasi, professioniste del team multidisciplinare GID, hanno illustrato il percorso diagnostico-terapeutico riservato ai pazienti ambulatoriali ed hanno presentato interessanti e paradigmatici casi clinici.

La dott.ssa Di Blasi ha mostrato i primi dati scientifici rilevati da tale nuovo metodo assistenziale, dati che a breve saranno pubblicati in riviste specializzate e presentati in altri Convegni.

Il Convegno è stato molto apprezzato dai partecipanti che sono intervenuti attivamente specie nel corso della Tavola Rotonda con i Medici di Medicina Generale U. Alecci, A. Scorza e R. Scoglio.

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