Mario Paino midollo osseo

Ospedale Papardo, il commissario Paino: «Puntare sulle nostre eccellenze per superare i depotenziamenti del passato»

3 Marzo 2019

Le interviste di Insanitas ai nuovi manager della Sanità siciliana. Parte 4.

 

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Insanitas ha intervistato Mario Paino, commissario straordinario dell’Azienda Papardo di Messina, laurea in Medicina e Chirurgia, da 15 anni primario di Medicina dell’ospedale di Lipari e da 8 anni direttore del dipartimento di Medicina dell’ASP di Messina, di cui nel 2014 è stato anche direttore sanitario. Incarico ricoperto nel 2017 ancora per il Policlinico di Messina.

Lei arriva dopo una lunga serie di passaggi storici che si sono tradotti nel depotenziamento di questa azienda…

«Sì, il depotenziamento subito dal Papardo nel corso del tempo va inquadrato in una situazione più complessiva: la sanità siciliana, in passato, è stata caratterizzata da un’estrema provvisorietà manageriale per via degli avvicendamenti commissariali continui, che hanno costretto le aziende a transitare da un cambio di gestione all’altro, impendendo di fatto una reale programmazione. Certamente questo non è stato di aiuto alle aziende ospedaliere. Finalmente l’attuale amministrazione regionale sta ragionando invertendo la tendenza».

La “Parola d’ordine” e insieme l’auspicio per il Papardo?

«Recuperare attrattività e riqualificare un’azienda dalle altissime potenzialità, a fronte delle eccellenze che possediamo, come ad esempio, la cardiochirurgia. Bisogna predisporre oggi le condizioni – ad esempio far diventare complesse le UO di Neurochirurgia e Chirurgia Vascolare – affinché Papardo venga ad essere HUB anche per le rete tempo dipendete dello Stroke (Ictus) e del Politrauma in futuro e accedere così alla possibilità di essere riconosciuto DEA di II livello. Dobbiamo adottare una visione prospettica per superare il depotenziamento subito nel passato. Un buon amministratore deve gettare oggi le basi per ottenere risultati ottimali di gestione nel medio- lungo termine».

L’effetto più significativo della rimodulazione della rete ospedaliera?

«L’azienda Papardo oggi passa complessivamente da 320 posti letto a 363, dunque, ci sono 45 nuovi posti letto da attivare. Di particolare rilievo l’aumento dei posti letto della lungodegenza, che passerà a 24 posti letti contro gli 8 precedenti; della Terapia Intensiva che va da 8 a 16 posti letto ed il fatto che si inseriscono 4 posti letto di nefrologia; 4 di reumatologia e 6 di endocrinologia, prima inesistenti. Bene anche Malattie Infettive che va da 8 a 12 posti letto».

Novità in cantiere?

«Tenendo presente che l’innovazione passa innanzitutto attraverso i cervelli e, pertanto, a mio avviso, molto di quel che non si è fatto dipende dalla resistenza ad un cambiamento culturale, certamente abbiamo già adottato azioni che qualificano ulteriormente le nostre discipline di eccellenza, a cui è stato dedicato un piano di investimenti triennale. Nell’ambito degli ammodernamenti, inoltre, 40 mila euro sono stati già assegnati dalla regione per il Pronto Soccorso e sono destinati a miglioramenti di tipo strutturale. Accanto a ciò, pur essendo un ospedale non universitario, non manca l’attenzione verso la ricerca: a tal proposito stiamo attivando progetti in ambito oncologico. Altra importante novità è rappresentata dalla sinergia del Centro Trasfusionale e dell’Ematologia per consentire di effettuare il trapianto di midollo. Tutto ciò senza dimenticare le risorse già investite sul fronte della procreazione medicalmente assistita (PMA), al fine di garantire un servizio che consolida ancora più significativamente il già alto livello della nostra Ostetricia e Ginecologia».

La mission quindi è?

«Migliorare l’offerta assistenziale di un ospedale che rimane culturalmente centrale per l’utenza e agevolare la possibilità di fruizione da parte del cittadino. A tal proposito, poiché il Papardo è decentrato rispetto al centro città, sto avviando un’interlocuzione con il presidente dell’ATM nell’auspicio di facilitare la mobilità degli utenti verso l’ospedale attraverso un’intensificazione dei mezzi pubblici sui percorsi occorrenti».

Dopo la rimodulazione della rete ospedaliera, il prossimo passo?

«L’atto aziendale e l’approvazione della pianta organica, necessari anche per l’individuazione dei posti da mettere a concorso».

Su tale versante come procederete?

«Vi è l’urgenza di risolvere la carenza di medici anestesisti-rianimatori, che ha determinato la contrazione delle sedute operatorie. Stiamo assumendo 16 anestesisti dalla graduatoria di mobilità di bacino (Catania). Per quanto attiene invece alle UOC sprovviste di responsabili, in attesa dei concorsi, stiamo provvedendo attraverso l’articolo 18 (supplenze) e abbiamo già acquisito i curricula. Per i posti che rimarranno scoperti si andrà a concorso. Certamente si bandirà il concorso per responsabile delle strutture di Medicina Interna, Neurologia e Ortopedia e siamo in attesa di espletare quelli il cui iter è già in fase avanzata ( cioè è già intervenuta la composizione della commissione), quali Ematologia ed Urologia».

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