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ASP e Ospedali

L'intervento

Ospedale Ingrassia, donna con paralisi ostetrica in un braccio operata con una metodica innovativa

Con una protesi inversa di spalla costruita su misura e posizionata all’interno del muscolo. Le interviste video al chirurgo Ferdinando Granata e all'anestesista Laura Marcantonio.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Da Roma a Palermo per un intervento delicato e dalla notevole portata innovativa. È accaduto al presidio ospedaliero “G. Ingrassia”, dove una donna di 44 anni con paralisi ostetrica dell’arto superiore sinistro, e conseguente malformazione della testa omerale, si è rivolta a Ferdinando Granata, chirurgo della U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia del Presidio.

M.L., durante la nascita, ha subito una trazione e lesione del plesso brachiale che in età adulta ha causato un deficit funzionale scapolo-omerale impedendole di sollevare completamente il braccio o portare semplicemente la mano alla bocca.

Dopo una serie di accertamenti, il dott. Granata ha deciso di riproporre alla donna una metodica già applicata nel 2018 su un paziente di 18 anni presso l’ospedale Chiello di Piazza Armerina, che gli ha permesso di recuperare il 70% dell’articolarità dell’arto.

Constatata, attraverso l’elettromiografia, la piena funzionalità del deltoide, la tecnica si basa sull’utilizzo di una protesi inversa di spalla costruita su misura e posizionata all’interno del muscolo.

In seguito all’intervento la paziente è riuscita ad eseguire dei movimenti pendolari e della mobilizzazione passiva. Dopo quindici giorni di immobilizzazione con tutore di spalla, dovrà eseguire un percorso riabilitativo fisioterapico sia attivo che passivo per recuperare la funzionalità articolare e irrobustire la componente muscolare del deltoide.

Di primaria importanza anche l’approccio anestesiologico scelto per la paziente da Laura Marcantonio, anestesista e rianimatore dell’équipe che ha eseguito l’intervento. La tecnica utilizzata è stata infatti di tipo loco-regionale, che ha isolato in maniera selettiva la sensibilità e la funzione motoria del plesso nervoso brachiale.

Numerosi i vantaggi di questo approccio. Sono stati infatti ridotti gli effetti collaterali, l’insorgenza di complicanze respiratorie e cardiache e la manifestazione di dolore post-operatorio.

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