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ASP e Ospedali

La nota di Alfredo Orofino

Ospedale Giglio, la Uil Fpl: «Scriteriato escludere Cefalù dalla rete IMA e chiudere il Punto Nascita»

Per il sindacato c'è il rischio di un grave danno alla salute per i 150 mila abitanti del comprensorio. Si mobilita pure il Consiglio comunale: «L'assessore Razza prenda una posizione chiara», afferma il consigliere Tumminello

Tempo di lettura: 3 minuti

Con una lettera inviata a tutte le autorità competenti, fra cui il Ministro della Salute, il Presidente della Regione Sicilia, l’Assessore Regionale alla Salute, il Direttore Generale ASP Palermo, il Sindaco del Comune di Cefalù ed il Presidente Fondazione Giglio Cefalù anche la segreteria regionale UIL FPL esprime forti preoccupazioni per l’Ospedale Giglio di Cefalù.

«La Delibera 329/218 di Giunta del Governo Regionale escluderebbe la Fondazione Giglio di Cefalù dalla Rete per l’Infarto miocardico-  scrive il coordinatore regionale Alfredo Orofino – ciò significherebbe che un territorio di oltre 150.000 abitanti verrebbe privato dell’opportunità di un intervento che riduce sensibilmente la mortalità, garantito fino ad oggi dalla suddetta Fondazione con elevati standard di qualità ed eccellenza certificati».

E aggiunge: «Se tutto ciò fosse attuato, vi sarebbero pesanti ricadute sulla salute del comprensorio madonita-nebroideo che, tra Palermo e Messina non avrebbe alcuna alternativa, se non Patti che è però funzionante al 50% per il trattamento precoce dell’infarto, comportando verosimilmente un incremento della mortalità per tali cause».

«Non meno scriteriata – continua Orofino – appare l’ipotesi della chiusura del Centro Nascite conseguenza del Decreto Balduzzi, irricevibile per il territorio madonita. Tale Centro rappresenta un punto di riferimento per il territorio, chiudendo il 2017 con 416 nati e verosimilmente incrementando tale dato nel 2018. In questi ultimi anni la Fondazione si è dotata di comfort alberghieri elevati ed ha attuato un importante potenziamento del personale (ginecologi, ostetriche e pediatri) che hanno ulteriormente elevato gli standard assistenziali garantendo ottimi livelli qualitativi e di sicurezza».

«Per tutto quanto sopra – conclude Orofino per conto della UIL FPL – si chiede alle SS.LL. di adottare tutte le misure idonee a rivedere l’eventuale adozione di tali inopportuni provvedimenti. Se ciò non dovesse avvenire, la UIL FPL Sicilia e Palermo intraprenderà tutte le azioni legali a tutela dei diritti alla salute del cittadino».

Nei giorni scorsi l’assessorato alla Salute aveva smentito l’esclusione del Giglio dalla rete dell’infarto: leggi qui.

Ma lo stato di agitazione della comunità locale permane e se ne fa portavoce il consigliere comunale Daniele Tumminello. «L’esclusione del Giglio di Cefalù dalle reti ospedaliere siciliane con riferimento al trattamento dell’infarto miocardico acuto e ai punti nascita è quanto previsto e approvato con delibera della Giunta regionale n.329 del 14 settembre 2018, esattamente a pag. 43 e pag. 64 del Documento metodologico per la riorganizzazione del Sistema di Rete dell’Emergenza».

Il consigliere aggiunge: «Le gravissime preoccupazioni e le manifestazioni di protesta di questi giorni, portate avanti dai sindaci, dal personale sanitario e dalla cittadinanza, non sono dunque per nulla infondate ed anche in forza di ciò abbiamo chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale per dare sostegno alle ragioni del pieno mantenimento dei servizi offerti dall’ospedale G. Giglio. Confidiamo nelle recenti aperture al dialogo da parte dell’Assessorato regionale alla Sanità affinché ci sia una netta e chiara revisione delle precedenti volontà, garantendo così il pieno diritto alla salute dei cittadini».

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