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Ospedale Giglio, in endoscopia un software per l’intelligenza artificiale

Aiuterà a scoprire durante l'esame i polipi precancerosi in modo da poterli rimuovere. La notizia è stata anticipata dal presidente della Fondazione Giovanni Albano, al termine di un incontro con il presidente di Fuji Film, Yoshiki Kimura, unitamente al direttore generale della divisione medicale di Fuji, Davide Campari.

Tempo di lettura: 2 minuti

In arrivo alla Fondazione Giglio di Cefalù una colonna di ecoendoscopia e un software per dotare le nuove tecnologie del servizio di endoscopia digestiva di intelligenza artificiale.

La notizia è stata anticipata dal presidente della Fondazione Giovanni Albano, al termine di un incontro con il presidente di Fuji Film, Yoshiki Kimura, unitamente al direttore generale della divisione medicale di Fuji, Davide Campari.

Nella foto in alto, da sinistra: Davide Campari, Yoshiki Kimura, Giovanni Albano e Dario Raimondo).

«È in corso un importante rinnovamento del parco tecnologico dell’Istituto- ha sottolineato il presidente Albano- che porterà il Giglio sempre più verso una sanità 5.0 con integrazione tra tecnologie digitali e professionalità sempre più qualificate».

Presente, all’incontro, il responsabile del servizio di endoscopia digestiva Dario Raimondo, il quale ha spiegato: «L’intelligenza artificiale ci aiuterà a scoprire durante l’esame endoscopico i polipi precancerosi in modo da poterli rimuovere».

In occasione della visita del presidente di Fuji Film Italia è stata presentata la nuova colonna di endoscopica di cui si è dotata il Giglio. Uno strumento di ultima generazione dotato di più sorgenti luminose “Multi ligh a 4 led” e con cromoendoscopia virtuale che «migliora la qualità delle indagini endoscopiche- ha detto Dario Raimondo- per una diagnosi più accurata e cura mirata dei tumori del colon».

La nuova apparecchiatura consente, inoltre, l’esecuzione dell’esame endoscopico con maggiore comfort per il paziente grazie alla migliore flessibilità e manovrabilità dell’endoscopio.

Unitamente alla nuova colonna sono stati acquisiti dal Giglio ulteriori nove strumenti quali: gastroscopi, colonscopi e duodenoscopi.

Il servizio di endoscopia digestiva del Giglio esegue ogni anno circa 5000 esami con l’eventuale trattamento, ove necessita, delle lesioni con tecniche di chirurgia endoscopica. «Trattando le lesioni per via endoscopica- ha concluso lo specialista- il paziente non dovrà ricorrere all’intervento chirurgico».

Giovanni Albano e Yoshiki Kimura

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