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La protesta

Ospedale Giglio, i sindacati confermano lo stato di agitazione

Sotto accusa il mancato adeguamento degli stipendi. La replica di Albano: «Sono fiducioso e convinto che tutto si risolverà nel miglior modo possibile avendo questo management grande rispetto per le straordinarie professionalità che operano al Giglio».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Non si ferma la vertenza dei medici della Fondazione Giglio di Cefalù: «l’impegno approssimativo fornito dall’Amministrazione su un eventuale incremento economico non ha soddisfatto le OO.SS che mantengono lo stato di agitazione», affermano in un comunicato stampa unitario le sigle sindacali Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Cimo, sottolineando: «Rispetto all’annosa richiesta di adeguamento degli stipendi ci viene risposto che il contratto collettivo nazionale delle case di cura private è sempre stato rispettato. Tuttavia, facciamo notare che il contratto AIOP applicato finora è del tutto inappropriato rispetto al tipo di assistenza erogata, ossia assistenza di altissima intensità e complessità, non comparabile, neanche lontanamente, a quella erogata nelle case di cura cui il contratto AIOP fa riferimento. Né il nuovo contratto ARIS, recentemente recepito dalla Fondazione, risolve il problema, dato che risulta addirittura peggiorativo rispetto alle retribuzioni AIOP, salvo la previsione di integrazioni in sede di contrattazione decentrata, che tuttavia si continua a rinviare».

Al tavolo di conciliazione di ieri (6 ottobre) on il Vice-Prefetto per lo stato d’agitazione dei medici della Fondazione, i sindacati hanno sottolineato che «un Dirigente Medico con 16 anni di anzianità dal 2005 2021 ha un minimo tabellare/stipendio netto 2.351/circa 2.550 2.421/circa 2.600: dopo 16 anni di servizio lo stipendio è pressoché identico. Il Dirigente medico neo-specialista, di prima nomina: 2.351 circa 2.550: il neo-specialista ha la stessa remunerazione del medico esperto».

«In molte U.O. non sono riconosciuti ruoli di responsabilità per competenze professionali di particolare rilievo né per direzione di unità funzionali né per direzione di unità semplici. La mancata gradazione degli stipendi, né per anzianità né per particolari competenze professionali, minaccia la qualità dell’assistenza perché demotiva la trasmissione del sapere, disincentiva l’assunzione di responsabilità da parte degli anziani e scoraggia la fidelizzazione all’ospedale (chi può va a lavorare altrove)».

I sindacati aggiungono: «Si è sempre rivolto un plauso sincero a questa Presidenza per la lungimiranza dimostrata nell’avere deciso (a differenza delle amministrazioni precedenti) di investire nell’aggiornamento tecnologico. Tuttavia nessuna tecnologia avrà valore senza medici di alto profilo culturale: tecnologie e competenza devono andare di pari passo».

Ecco la replica del Giglio

«Dispiace che rimane questo immotivato stato di agitazione- afferma il presidente Giovanni Albano– Sono fiducioso e convinto che nelle sedi opportune e al momento opportuno tutto si risolverà nel miglior modo possibile avendo questo management grande rispetto per le straordinarie professionalità che operano al Giglio».

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