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Ospedale Giglio di Cefalù, intervento di protesi inversa alla spalla di un’anziana

13 Luglio 2016

È stato effettuato dall'ortopedico Giuseppe Verderame con Lorenzo Villari e Giuseppe Pomara. Ecco in cosa consiste.

 

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CEFALÙ. Diciotto anni addietro si era procurata una frattura nella parte prossimale dell’omero. Tutto rientrato, all’epoca, per una donna di 66 anni che, invece oggi, si è rivolta al Giglio di Cefalù a causa di dolore e limitazione dei movimenti dove le è stata impiantata una protesi inversa.

Cosa è successo? A spiegarlo è l’ortopedico dell’ospedale Giglio, Giuseppe Verderame, che con Lorenzo Villari e Giuseppe Pomara ha eseguito l’intervento: «La frattura dell’omero, in alcuni casi può evolvere, nel tempo, in una necrosi che causa il riassorbimento del tessuto. L’omero perde la forma sferica originaria. Il paziente avverte difficoltà nei movimenti e dolore. L’unico rimedio valido consiste nel ripristinare l’articolazione della spalla. Ciò si può ottenere impiantando una protesi con due componenti una omerale e l’altra scapolare. Protesi, cosiddetta inversa- prosegue Verderame- perché la parte sferica viene impianta nella scapola, invertendo l’anatomia naturale dell’articolazione».

L’intervento viene eseguito in anestesia totale o locoregionale. Dura circa due ore con un ricovero post operatorio mediamente di 4 giorni e con il supporto di un tutore che deve essere indossato per circa tre settimane.

«Nostro obiettivo- conclude il direttore sanitario Lorenzo Lupo- è ampliare i trattamenti eseguiti nella nostra struttura monitorando le esigenze che esprime il territorio».

L’unità di ortopedia e traumatologia del Giglio è diretta da Filippo Boniforti.

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