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Ospedale Giglio, al Centro di Chirurgia endocrina l’accreditamento nazionale

Dalla Società Italiana Unitaria di Endocrinochirurgia (SIUEC) per gli importanti obiettivi raggiunti in soli due anni di attività.

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Il centro di chirurgia endocrina della Fondazione Giglio di Cefalù ha ricevuto l’accreditamento dalla Società Italiana Unitaria di Endocrinochirurgia (SIUEC) per gli importanti obiettivi raggiunti in soli due anni di attività. Sono stati oltre 500, in questo periodo, i pazienti trattati e sottoposti a tiroidectomia, paratiroidectomia e linfadenectomie cervicali.

Il centro, divenuto un punto di riferimento della chirurgia tiroidea in Sicilia, nato dalla partnership con il Policlinico Gemelli di Roma, è diretto dal chirurgo Luca Sessa che ha scelto di trasferirsi in Sicilia. «L’accreditamento nazionale come centro di riferimento- spiega Sessa- si basa non solo sul numero dei casi trattati ma anche sulla qualità in termini di complicanze post-operatorie e requisiti della struttura. Un risultato di cui siamo orgogliosi frutto di un lavoro di squadra”, chiosa Sessa.

Il team è composto, oltre che da Sessa, dal chirurgo Andrea Attard, dall’endocrinologa Stefania Marchisotta, dal consulente otorinolaringoiatra Francesco Cupido, a cui si aggiungono dei professionisti in convenzione per ulteriori consulenze specialistiche.

«La patologia chirurgica delle tiroide- evidenzia il presidente del Giglio, Giovanni Albano– ha una importante incidenza sui “DRG di fuga”- Fondazione Giglio con la creazione di un centro specialistico sta contribuendo a dare un apporto significativo per la riduzione della mobilità passiva».

Sessa, sottolinea inoltre, che «sono stati creati percorsi ambulatoriali dedicati ai pazienti già operati e ai pazienti affetti da carcinoma tiroideo».

«Breast unit e chirurgia endocrina- conclude Albano- sono le prime due sezioni specialistiche afferenti al polo della chirurgia generale del Giglio, ora coordinato dal dottor Massimo Viola, che nel futuro contiamo di incrementare con altre branche specialistiche qualificando sempre più l’offerta sanitaria».

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