Ospedale di Ragusa, impiantato mini pacemaker “senza fili”

7 Ottobre 2020

«Di tipo bicamerale, si tratta del primo impianto in Sicilia dell'ultima novità tecnologica nel campo della stimolazione artificiale cardiaca», sottolineano dall'Asp.

 

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RAGUSA. All’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa è stato impiantato un Pace-Maker leadless- “senza fili”- bicamerale (MICRA AV Medtronic), delle dimensioni di appena 50 grammi.

«Si tratta del primo impianto in Sicilia dell’ultima novità tecnologica nel campo della stimolazione artificiale cardiaca», sottolineano dall’Asp di Ragusa, aggiungendo che «il personale della sala di Elettrofisiologia e Cardiostimolazione dell’U.O.C. di Cardiologia, diretta dal dott. Antonino Nicosia, si è distinto nel settore della stimolazione cardiaca permanente. L’equipe è stata guidata dal dott. Giuseppe Campisi, coadiuvato dalla dott.ssa Giulia Rapisarda e dall’equipe infermieristica».

Il MICRA AV è un pacemaker microscopico- delle dimensioni di un dito mignolo- di ultimissima generazione, “senza fili”, capace di monitorare due camere cardiache– atrio e ventricolo- evoluzione della scorsa generazione di tipo monocamerale, di cui il Centro vanta già più di 60 impianti.

Il MICRA AV è stato ancorato “dentro il cuore” tramite la via femorale a un paziente con grave infezione del vecchio pacemaker e accessi vascolari impraticabili per l’impianto di un pacemaker di vecchia generazione (a causa di trombosi della vena cava superiore).

Essendo il ritmo del paziente dipendente da una stimolazione con pacemaker, solo dopo l’impianto dell’innovativo pacemaker, si è proceduto all’espianto del vecchio stimolatore infetto posto in addome.

Il nuovo pacemaker ha un rischio infettivo quasi nullo, proprio perché, essendo senza fili, manca la struttura e il catetere su cui i batteri potrebbero attecchire.

«Un grazie particolare va anche alla Direzione Strategica Aziendale, dichiara il dr. Nicosia- che, in perfetta sinergia con le esigenze cliniche, ha agevolato in tempi rapidissimi il processo di acquisto del nuovo stimolatore, garantendo l’unica “via di salvezza” per il paziente, al quale anche i cardiochirurghi avevano dato una prognosi infausta».

Nella foto, da sinistra: Giulia Rapisarda, Antonino Nicosia e Giuseppe Campisi.

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