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Madonie polo geriatrico

ASP e Ospedali

Ma l'Asp smentisce

Ospedale di Petralia, il M5S lancia l’allarme: «Non sarà più garantita l’emergenza ostetrica»

Lo sostengono i 4 deputati regionali della Commissione Sanità dell'Ars. Tuttavia l'Asp di Palermo smentisce.

Tempo di lettura: 3 minuti

“Gli abitanti delle Madonie non sono cittadini di serie B, all’ospedale “Madonna dell’Alto” di Petralia va garantito quantomeno un servizio h 24 per le emergenze di ostetricia e ginecologia”.

Lo chiedono all’assessore alla salute Razza i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, componenti della commissione salute dell’Ars (Salvatore Siragusa, Francesco Cappello, Antonio De Luca e Giorgio Pasqua).

“Una nota dell’Asp di Palermo- afferma Siragusa- comunica che dal primo dicembre non potranno essere assicurate le emergenze ostetriche. Piove sul bagnato per un’area geografica dove, anche a cause delle strade disastrate, certi servizi sono fondamentali. Non solo, si va profilando pure l’avvio di un piano operativo invernale che garantirebbe l’assistenza ginecologica e pediatrica a singhiozzo per 12 ore fino al venerdì e per 4 ore il solo sabato. Siamo alla follia, pensare che il diritto alla salute sia legato a giorni ed orari della settimana, alle condizioni delle strade o peggio ancora a quelle climatiche è una cosa che non possiamo accettare”.

“Comprendiamo – continua Siragusa – le esigenze della nuova rete ospedaliera, ma si devono sempre tenere presente le esigenze minime di un territorio che rischia di essere abbandonato a se stesso. E ciò è inaccettabile”.

Per fare luce sulla vicenda abbiamo sentito il direttore del dipartimento Salute della Donna e del Bambino dell’ASP di Palermo, Domenico Cipolla

“Intanto mi pare doveroso ricordare – afferma Domenico Cipolla – che nella rimodulazione della rete ospedaliera, che non è ancora definitiva, non è previsto a Petralia né punto nascita, chiuso il 31 dicembre del 2015, né ostetricia e ginecologia né pediatria. All’indomani della decisione abbiamo adottato il Protocollo di messa in sicurezza del punto nascita ed il percorso di assistenza alla gravidanza”, una procedure che di norma viene messa in atto per 3 mesi e che da noi è attiva da 3 anni. Nonostante i problemi derivanti da trasferimenti, mobilità e continue difficoltà a reperire il personale abbiamo sempre garantito la continuità assistenziale e così sarà anche per il prossimo futuro”.

“Nei giorni scorsi- continua Cipolla- una nota interna, impropriamente circolata, ha suscitato un allarme a mio avvio infondato perché, dall’esito della conferenza di servizio tenutasi ieri è stato stabilito per l’ospedale di Petralia Sottana l’arruolamento di altre 2 ostetriche e l’emissione di un bando, in tempi strettissimi, per altri 2 ginecologi. Quindi, al contrario di quanto trapelato, stiamo attivando un progetto incentivante, anche sotto il profilo economico, per continuare a garantire la continuità assistenziale anche in pieno inverno. Ricordiamoci che si tratta di una zona disagiata per tutti, per gli utenti come per gli operatori”.

Poi sulla preoccupazione nata intorno al servizio di emergenza urgenza il direttore del dipartimento afferma: “E’ vero che la nota interna rappresentava un problema (quello dell’emergenza urgenza) che, riunendoci, abbiamo cercato di superare. Come dicevo arriveranno presto altri due ginecologi ed altri due ostetrici. Nelle more si farà carico del lavoro il direttore dell’UOC o, come già accaduto, io stesso per non lasciare mai scoperto un turno a Petralia Sottana. Aspettiamo anche le determinazioni della nuova rete ospedaliera che da tre anni ha imposto la chiusura del punto nascita, di questo la comunità madonita deve rendersi conto. Ma per il momento nessun allarme, anzi prima il ginecologo era in reperibilità ora sarà in guardia attiva. A me pare che stiamo migliorando il servizio”.

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