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Ospedale di Partinico, l’Anac: «L’Asp pubblichi gli atti degli appalti»

21 Settembre 2020

L'Autorità nazionale anticorruzione si è cosi pronunciata in seguito al caso denunciato dalla Fials Palermo sulla cosidetta "area grigia".

 

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“Si invita l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo a verificare l’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente con particolare riferimento alla trasparenza concernente i contratti pubblici di lavori”.

Lo scrive l’Anac in seguito al caso denunciato dalla Fials di Palermo relativo al contagio di un paziente, avvenuto lo scorso 27 giugno a Partinico, rimasto per tre giorni nella cosiddetta “area grigia” allocata in due stanzette del pronto soccorso.

La segreteria provinciale del sindacato guidato da Enzo Munafò aveva fatto richiesta di accesso agli atti per accertare eventuali responsabilità sulla individuazione errata dell’area grigia con l’avvenuto conseguente spostamento, in “piena emergenza”, al primo piano della struttura dei pazienti.

La Fials aveva inoltre chiesto “per i lavori di ristrutturazioni del primo, secondo e quarto piano chi fosse stato nominato direttore dei lavori e rup?”.

Sono stati chiesti chiarimenti anche sulla presunta mancanza di certificazioni relative al collaudo e consegna lavori degli stessi, “quali procedure amministrative per affidare i lavori di ristrutturazione del primo, secondo piano e quarto piano, dal momento che, sul sito aziendale non si evincono le delibere” e chi eventualmente ha autorizzato lo spostamento dell’area grigia al primo piano senza avere preventivamente acquisito la consegna dei locali.

Secondo la Fials-Confsal questi chiarimenti si sono necessari anche perché “quanto è avvenuto il 27 giugno è scaturito da una cattiva individuazione dell’area grigia che ha messo a repentaglio e a rischio la salute e la sicurezza degli operatori e dei pazienti, tanto è vero che il pronto soccorso in quella occasione è rimasto chiuso per un tempo limitato per essere sanificato e poi riaperto. Un intervento che ha quindi riguardato l’intera area d’emergenza con il conseguente trasferimento dei pazienti proprio al primo piano dell’ospedale, locali che se come è stato rappresentato al sindacato (privi di collaudo e consegna dei lavori) non garantiscono la sicurezza per pazienti e operatori”.

L’Asp non ha risposto entro i 30 giorni successivi neanche alla richiesta di accesso agli atti, quindi la Fials si è rivolta all’Anac che ha rimandato alla capacità di intervento la competente commissione per l’accesso ai documenti istituita presso la presidenza del Consiglio dei Ministri ribadendo però nella nota l’obbligo per l’Asp di verificare l’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazio della documentazione sul sito internet istituzionale.

“Se l’Asp non dovesse procedere alla pubblicazione degli atti, la Fials solleciterà l’intervento dei Nas a cui già è stata inviata tutta la documentazione di denuncia”, sottolinea il sindacalista Munafò.

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