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L'annuncio

Ospedale di Lentini, in arrivo l’Anatomia Patologica

Sarà ospitata all’interno del Blocco operatorio facilitando nell’immediatezza degli interventi chirurgici l’esecuzione della diagnosi estemporanea dei prelievi istologici.

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SIRACUSA. L’ospedale di Lentini avrà il proprio Servizio di Anatomia Patologica che sarà ospitato all’interno del Blocco operatorio facilitando nell’immediatezza degli interventi chirurgici l’esecuzione della diagnosi estemporanea dei prelievi istologici. È un obiettivo importante, previsto nel Programma biennale degli acquisti per gli anni 2022/2023, su cui si è determinata la direzione strategica dell’Asp di Siracusa, nell’ambito del programma più ampio di internalizzazione del servizio di Anatomia Patologica dei vari ospedali della provincia.

Per tale finalità il direttore generale Salvatore Lucio Ficarra, il 7 ottobre scorso, ha deliberato, a completamento della procedura negoziata, l’affidamento della fornitura in opera, entro 90 giorni dal verbale di avvio, delle attrezzature elettromedicali e degli arredi, compresi eventuali interventi di adeguamento degli impianti esistenti e di eventuali opere edilizie per l’istituzione del servizio.

«Rappresenta- sottolinea il direttore generale- un importante valore aggiunto a favore degli utenti della zona nord della provincia e non solo, per le attività di tutte le branche chirurgiche e per quelle della Breast Unit, la Rete Multidisciplinare per il trattamento del tumore alla mammella. Il processo di internalizzazione delle prestazioni di anatomia-patologica sta procedendo secondo un cronoprogramma iniziato un anno fa, che si completerà entro il 2022. La volontà della direzione strategica aziendale su questa tematica è stata massima e la realizzazione della sala per le estemporanee dell’ospedale di Lentini ne è prova tangibile».

A spiegarne l’importanza e l’utilità è il direttore dell’UOC Anatomia Patologica dell’ospedale Umberto I di Siracusa Rosario Tumino: “La sala per le diagnosi estemporanee è una stanza in cui vengono allocate apparecchiature per prestazioni diagnostiche istopatologiche espletate in corso di interventi chirurgici. Si tratta principalmente dei microtomi congelatori (o criostati) che consentono di congelare a -20°/-30° un campione bioptico prelevato dal chirurgo e sezionarlo in fettine ultrasottili per la valutazione al microscopio da parte del medico patologo. Sulla base di questa valutazione il chirurgo adatterà l’atto chirurgico più idoneo per il paziente».

«Nel caso della Breast unit la diagnosi intraoperatoria è un momento cruciale per almeno due tipi di interventi chirurgici: il linfonodo sentinella e la chirurgia ricostruttiva della mammella- aggiunge Tumino- La valutazione negativa del linfonodo sentinella consente di evitare alla paziente lo svuotamento del cavo ascellare, mentre nel caso degli interventi ricostruttivi l’esame al criostato attesta che il tessuto su cui viene basata la ricostruzione e indenne da patologia tumorale residua».

«La sala per le estemporanee dell’ospedale di Lentini è un fiore all’occhiello dell’anatomia patologica e della chirurgia dell’ASP di Siracusa in quanto ubicata all’interno del blocco operatorio a pochissima distanza dalla sala operatoria. In quasi tutti gli altri ospedali della Sicilia la diagnostica intraoperatoria viene espletata in luoghi distanti dalle sale chirurgiche: in genere un ausiliario trasporta il campione chirurgico dalla sala operatoria al reparto di anatomia patologica e le successive comunicazioni tra il chirurgo e il patologo avvengono a mezzo telefono».

Nell’ospedale di Lentini è possibile, invece, il passaggio pressoché immediato del prelievo bioptico dal tavolo operatorio al patologo e, soprattutto, il dialogo diretto tra patologo e chirurgo con grande beneficio per il paziente; il patologo ha anche il vantaggio di vedere sul tavolo operatorio la parte malata che viene operata; il chirurgo può, a sua volta, orientare il patologo nell’esame del campione chirurgico asportato al paziente.

La sala che adesso si andrà ad attrezzare consentirà di accelerare la refertazione delle diagnosi al criostato (intorno ai 15 minuti) migliorandone anche la qualità. La valutazione intraoperatoria avviene mentre il paziente è sotto anestesia e deve essere fatta nel più breve tempo possibile per evitare un’eccessiva durata della stessa anestesia e deve essere quanto più accurata possibile onde evitare ampliamenti chirurgici non necessari.

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