Ospedale di Enna, un piano riservato ai pazienti di Coronavirus

2 Novembre 2020

È stato individuato un accesso con un percorso esclusivo per i pazienti Covid-19. L'Asp: «I direttori dei Dipartimenti ne hanno appurato l'affidabilità e la sicurezza».

 

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ENNA. Si è riunito stamattina presso l’Umberto I il gruppo di governo COVID, di cui fanno parte i Direttori dei Dipartimenti Ospedalieri, i Direttori Sanitari, aziendale e di presidio, e il Direttore del Dipartimento di Prevenzione.

L’obiettivo è una ulteriore verifica e conferma dei percorsi ospedalieri “che garantiscono la compatibilità, in totale sicurezza, della compresenza in ospedale di pazienti COVID e di pazienti di tutte le altre patologie che potranno continuare a essere curati nell’ospedale ennese senza alcun rischio di contagio”, sottolinea il Direttore Sanitario dell’Asp, Emanuele Cassarà, aggiungendo: “Tale compresenza, peraltro, non è una esclusiva di Enna, ma è il modello adottato in moltissimi ospedali, in tutti quelli di grande dimensione, in cui la cura dei malati COVID non ha cancellato le attività ordinarie che sono proseguite ordinariamente”.

È stato individuato un accesso in ospedale esclusivo per i pazienti COVID: con un percorso esclusivo, senza mai alcun punto di contatto con altri percorsi, potranno raggiungere il sesto piano dell’ospedale che sarà il piano, del tutto isolato dagli altri, esclusivamente dedicato ai ricoveri COVID sia ordinari che di terapia intensiva e semintensiva.

Il percorso stamattina è stato ulteriormente verificato e tutti i direttori dei Dipartimenti ne hanno appurato l’affidabilità e la sicurezza. Ciò consentirà di continuare ad assicurare tutti gli interventi sia di emergenza che ordinari, che potranno proseguire senza che vi siano rischi legati a possibili contatti con pazienti COVID.

«Almeno in una prima fase, fino a quando cioè gli spazi dell’Umberto I saranno sufficienti ad accogliere in totale sicurezza circa 70 pazienti COVID senza compromettere la sua attività ordinaria di cura, sarà questa la nostra struttura COVID- continua Emanuele Cassarà- L’Umberto I, infatti, ha spazi più ampi, personale più numeroso, specialistiche più presenti, competenze già sperimentate. Ed è dunque giusto che qui si dia assistenza ai pazienti COVID, senza negarla agli altri, e assicurando quindi a tutti cure e sicurezza. Abbiamo voluto fare questa scelta dopo avere verificato che tale coabitazione era doverosa e possibile: nessuno deve aver timore di ricoverarsi, di essere operato, all’Umberto I se ha una patologia non COVID. Vi saranno due rianimazioni, quella di sempre ed un’altra, del tutto separata al sesto piano per i pazienti COVID».

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