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ASP e Ospedali

“Play Therapy”

Ospedale Di Cristina, cure a misura dei bimbi: auto giocattolo al posto delle barelle

Il progetto “Play Therapy”, promosso dall’associazione “4Children Onlus”, mira a rendere la degenza più allegra e meno traumatica.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Mini auto elettriche al posto delle classiche barelle: una pratica ideata in Francia e adottata dall’Ospedale Pediatrico di Palermo.

Qui, infatti, la terapia del gioco è un pilastro portante della cura pedagogica e psicologica dei bambini. Numerosi studi scientifici dimostrano che attraverso l’attività ludica il bambino riesce a superare facilmente l’esperienza critica dell’ospedalizzazione.

«L’umanizzazione delle cure in ambito pediatrico assume un valore ancora più importante- afferma il dirigente medico del “P.O. Di Cristina”, Desiree Farinella– Il gioco è un elemento di cui il bambino ha naturalmente bisogno. Salendo sulla macchinina e utilizzando in autonomia il volante e il freno, il bambino raggiunge la sala operatoria con un sorriso».

Il progetto “Play Therapy”, promosso dall’associazione “4Children Onlus”, mira a rendere la degenza più allegra e meno traumatica. In particolare, l’intervento chirurgico provoca ai piccoli pazienti una forte situazione di stress, disagio fisco e psicologico, ansia, paura e angoscia.

Permettendogli, però, di raggiungere la sala operatoria al volante di un’auto elettrica, è possibile alleviare la tristezza e alleggerire il momento di alta tensione. Inoltre, possono scegliere tra diversi modelli, dalla jeep alla cabrio.

Nel reparto di Chirurgia pediatrica dell’Ospedale “Di Cristina”, in collaborazione con l’Unità operativa di Psicologia clinica dell’Arnas Civico, vengono promosse quindi tutte quelle iniziative che rendono più sereni i bambini e le loro famiglie.

«Le Carte dei Diritti del Bambino Ospedalizzato prevedono un ospedale a misura di bambino – conclude la dottoressa Farinella- Ed è per questo motivo che con la nostra attività quotidiana, insieme a quella dei gruppi interdisciplinari, cerchiamo di migliorare la prognosi del bambino, legando la terapia medica vera e propria con diverse attività ludiche».

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