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ASP e Ospedali

La nota di un Comitato

Ospedale di Corleone, monta la protesta: «No al declassamento previsto dalla nuova rete ospedaliera»

Il Comitato “Pro Ospedale” chiede un incontro immediato con Nello Musumeci e Ruggero Razza e di essere audito in VI Commissione Ars.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «Preoccupazione rispetto al futuro dell’Ospedale di Corleone”. Viene espressa dalla Commissione Straordinaria del Comune di Corleone, dai Sindaci di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana, Marineo, Prizzi, Roccamena, dai rappresentanti sindacali aziendali di Cgil e Cisl Corleone, Camera del Lavoro zonale, movimento “ORA Corleone” e Città Nuove.

In un documento sottolineano: “La Rete Ospedaliera approvata dalla Giunta Regionale prevede il declassamento della Chirurgia da Unità Operativa Complessa, con il taglio di 6 posti letto, a Unità Operativa Semplice Dipartimentale e della Medicina che passa da Unità Operativa Complessa a Unità Operativa Semplice».

Secondo gli autori della protesta «il nuovo Governo Regionale è andato ben oltre la proposta di Piano Aziendale presentata dall’Asp di Palermo all’assessorato e che era stata approvata dalla Conferenza dei Sindaci tenutasi a Corleone oltre un anno fa. Veniva previsto il ripristino della Pediatria, una Chirurgia con un’Unità Semplice Dipartimentale con posti ordinari e il mantenimento di tutto l’esistente, compresa l’Unità Operativa Complessa di Medicina».

Il Comitato “Pro Ospedale” chiede pertanto un incontro immediato con il Presidente della Regione, Nello Musumeci, l’assessore alla Salute Ruggero Razza e di essere audito in VI Commissione Ars.

Il Comitato rivendica il ripristino dell’Unità Operativa Complessa di Medicina e un’Unità Operativa Semplice, senza posti letto, di cardiologia che sia funzionale alle esigenze degli altri reparti e utile ai cittadini del territorio. Sollecitati pure lo sblocco dei fondi per il completamento della terza ala dell’Ospedale.

Nei prossimi giorni il Comitato stabilirà le modalità di mobilitazione democratica del corleonese, con il coinvolgimento dei consigli comunali e della popolazione, per salvaguardare il nosocomio che serve un territorio che insiste in una zona disagiata.

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