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ospedale di caltagirone

Dal palazzo

Ieri la seduta della VI Commissione

Ospedale di Caltagirone, On. Compagnone (Mna): “Velocizzare le procedure di reclutamento del personale”

"Occorre prestare maggiore attenzione ai presidi ospedalieri più distanti dalle grandi città - afferma Compagnone - l’ospedale di Caltagirone ha un bacino di utenza di circa 180 mila abitanti"

Tempo di lettura: 3 minuti

“Siamo consapevoli delle criticità che, non solo in Sicilia, rendono difficile la gestione delle strutture ospedaliere decentrate. Ma questo non può e non deve essere un alibi per rallentare, ad esempio, quelle procedure concorsuali che potrebbero contribuire a migliorare i servizi assistenziali per chi vive nelle aree interne”. Lo afferma il deputato autonomista Giuseppe Compagnone che precisa “mi riferisco in particolare all’Ospedale di Caltagirone per il quale da tempo si aspetta una soluzione per la carenza di infermieri. Da poco ne sono stati assunti 10, ma non è un numero sufficiente. Occorre procedere speditamente con ulteriori assunzioni o procedure di mobilità per risolvere il problema. Altrettanto dicasi per il reclutamento di almeno altri 30 operatori sociosanitari. Comprendo le difficoltà che può avere l’ufficio personale dell’Asp di Catania, determinate anche dalle modalità di lavoro dettate dall’emergenza Covid, ma è ora di premere sull’acceleratore.”

L’onorevole Giuseppe Compagnone ha preso parte ieri alla seduta straordinaria della Commissione Salute dell’ARS che si è tenuta proprio all’Ospedale Gravina e S. Pietro di Caltagirone, dove il deputato regionale del Movimento Nuova Autonomia ha lavorato, come chirurgo, per oltre 35 anni.

Ai lavori hanno partecipato, oltre al presidente Margherita La Rocca Ruvolo ed hai componenti della Commissione, anche altri parlamentari regionali ed una delegazione di sindaci del distretto sanitario che fa capo all’unico ospedale del Calatino.

“Da medico chirurgo so bene che ci sono delle criticità che attengono alla carenza di medici e di specializzandi ed alla comprensibile attrazione esercitata delle strutture ospedaliere ed in particolare dai Policlinici delle grandi aree metropolitane situazione che mette in crisi gli organici degli ospedali periferici. Si tratta di un problema che affligge l’intero sistema sanitario italiano e che si risolve non certamente con l’abolizione del numero chiuso, per il quale semmai è auspicabile una revisione. Ciò che occorre fare è intervenire sul drammatico problema dell’imbuto formativo che, per la carenza delle borse di studio, costringe ogni anno in un limbo migliaia di giovani medici laureati a non poter accedere alle specializzazioni. Appare chiara la necessità di una riforma nazionale del sistema formativo, tanto per le specializzazioni quanto per la medicina territoriale.”

“Ma intanto– precisa Compagnone – il problema va risolto individuando le priorità. Fra questa sicuramente la prima è quella di prestare maggiore attenzione ai presidi ospedalieri più distanti dalle grandi città. L’Ospedale di Caltagirone e molto lontano dall’area metropolitana di Catania ma ciononostante serve 15 comuni con un bacino di utenza di circa 180 mila abitanti. Più dell’intera provincia di Enna. Per questo – conclude Compagnone – bisogna che Asp e Assessorato si rimbocchino le maniche per garantire i servizi essenziali, fra questi la cardiologia ed il pronto soccorso che sono in perenne difficoltà di organico. Non smetterò di vigilare e non smetterò di fare pressioni fin quando non verrà garantito ai cittadini del calatino il diritto alla salute previsto dalla nostra costituzione”.

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