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ASP e Ospedali

Il botta e risposta

Ospedale di Caltagirone, Nursind all’attacco e l’Asp replica

Il sindacato degli infermieri ha denunciato elevato rischio clinico e presunte disparità di trattamento economico. Dall'Azienda sanitaria provinciale negano.

Tempo di lettura: 3 minuti

Il Nursind con due esposti ha denunciato gravi problemi all’ospedale di Caltagirone, relativi alla mancanza di personale e a presunte disparità di trattamento economico. L’Asp di Catania, contattata da Insanitas per una replica, fa sapere che non vi sono rischi e che la pianta organica è in regola. Secondo i sindacalisti Pasquale Pennacchio e Francesco Di Masi al “Gravina” c’è un «gravissimo e abnorme aumento del rischio clinico presso il reparto di Pediatria con elevata esposizione a episodi di malasanità su neonati e bambini e una elevata esposizione a stress da lavoro per gli infermieri».

Questo è dovuto alla carenza di personale «derivante dalla pericolosissima presenza di una sola unità infermieristica nel turno di servizio pomeridiano come anche in quello notturno, 12 ore di servizio. In buona sostanza, l’infermiere da solo deve occuparsi dei ricoverati in degenza ordinaria che in osservazione, nonché delle consulenze, urgenze, emergenze di pronto soccorso, con abnorme aumento del rischio clinico e esposizione a stress da lavoro correlato» si legge nel testo del sindacato.

Nella seconda parte dell’esposto si fa presente, secondo il Sindacato delle Professioni Infermieristiche, che vi sono almeno mille operatori sanitari in meno rispetto a quanto programmato, cosa che negli ultimi due anni ha portato all’attivazione di progetti e prestazioni aggiuntive. Per porre rimedio alla situazione, il personale organico si è attrezzato per svolgere ore di lavoro extra nel massimo di quelle che possono essere svolte per legge. Ma nell’ultima disposizione, spiega il Nursind, l’azienda non ha previsto il pagamento anche delle ore eccedenti. Da qui l’esposto presentato ai carabinieri che avranno il compito di accertare eventuali reati.

LA REPLICA DELL’ASP

Contattata da Insanitas, da parte sua l’Azienda sanitaria provinciale di Catania fa sapere che nel reparto di pediatria di Caltagirone non esiste aumento del rischio clinico. «La prova sta nel fatto che non si sono verificati eventi “sentinella” e fino a oggi è stata assicurata un’adeguata assistenza sanitaria ai pazienti- scrivono dall’Asp- Ringraziamo per questo tutto il personale medico, infermieristico e di supporto per il lavoro svolto senza tirarsi mai indietro, anche durante la fase più critica della pandemia. È inoltre necessario sottolineare che l’organico del personale infermieristico del reparto è assolutamente in linea con quanto previsto dalla dotazione organica vigente».

Inoltre l’Asp afferma che ci sono effettivamente problemi legati alla carenza di personale, ma che è stata aperta una domanda interna e una procedura di selezione del personale. Purtroppo però, come spesso accade, il personale selezionato sceglie altre destinazioni lavorative, cosa che lascia scoperta la struttura di Caltagirone in alcuni settori. L’azienda fa sapere che negli ultimi anni c’è stata una immissione di personale per 500 unità ma che molte sono andate via per propria scelta.

Per quanto riguarda la pediatria, continua la replica dell’Asp, l’organico è quello previsto secondo il piano del 2017. È sì possibile inserire ulteriori assistenti socio-sanitari, ma rimanendo in linea con la dotazione organica. Per quanto concerne la prestazioni aggiuntive, queste sono previste dal contratto nazionale e pagate secondo i termini di legge. In carenza problematica di organico, l’Asp è dovuta ricorrere in maniera esterna per garantire le prestazioni.

La carenza di medici specialisti, soprattutto nelle discipline dell’emergenza e urgenza, è un fenomeno ormai endemico del sistema Paese. Tale criticità è acuita sul territorio mentre nelle grandi città le difficoltà di reperimento del personale sono notevolmente minori. «Per far fronte a questa situazione e garantire adeguati livelli assistenziali sono state attivate procedure di reclutamento ordinarie e straordinarie, non riuscendo, purtroppo, a colmare le carenze d’organico. Si è fatto quindi anche ricorso a prestazioni aggiuntive e alla stipula di convenzioni con altre Aziende sanitarie e ospedaliere, in particolare per le discipline di cardiologia, anestesia e rianimazione, medicina», conclude la nota dell’Asp di Catania.

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