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Ospedale di Alcamo, studio clinico pubblicato su rivista scientifica internazionale

25 Settembre 2018

Realizzato dall’unità operativa di Chirurgia generale sul tema “Grave ascesso epatico: trattamento conservativo di infezione multiorgano da Stenotrophomonas maltophilia".

 

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Uno studio clinico realizzato dall’unità operativa di Chirurgia generale dell’ospedale di Alcamo è stato pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica internazionale “Annals of Medicine and Surgery”, del gruppo editoriale Elsevier (clicca qui).

Questo il tema: “Grave ascesso epatico: trattamento conservativo di infezione multiorgano da Stenotrophomonas maltophilia”. Il caso clinico è stato condotto dal primario del reparto Domenico Massimo Pellegrino e dai dirigenti medici Angela Inviati e Domenico Schifano.

“Il bacillo Stenotrophomonas Malthophilia (SM)- scrivono- è generalmente considerato un agente patogeno nosocomiale resistente, ma è stato anche segnalato come causa di infezione sistemica acquisita in comunità. Viene riportato un raro caso di infezione multiorgano che ha coinvolto il fegato e la regione oculare sinistra.

Presentazione del caso: un uomo di 64 anni si è presentato con febbre per 4 giorni (38 ° C) sulla terapia antibiotica con penicillina, mal di gola e cecità acuta dell’occhio sinistro. Aveva anche riportato una settimana prima un episodio accidentale di lesione da parte di un corpo estraneo che ha coinvolto l’occhio sinistro. Dopo cinque giorni di tradizionale terapia antibiotica, non è stato notato alcun miglioramento delle condizioni cliniche.

È stato eseguito un drenaggio guidato CT dell’ascesso epatico ed è stato identificato il batterio. La terapia antibiotica selezionata è stata una combinazione di tigeciclina e cotrimossazolo (TMP-SMX), che è stata immediatamente iniziata. Dopo 15 giorni di terapia, l’ascesso epatico e l’infezione dell’occhio sinistro sono stati completamente risolti ma, sfortunatamente, il paziente ha riportato cecità permanente da quell’occhio a causa della lesione del nervo oftalmico avvenuta nell’incidente.

“Sebbene diversi studi abbiamo identificato la maggior parte delle infezioni da SM come ospedaliere, questo può essere escluso in questo caso perché il paziente ha presentato segni di grave infezione sistemica già 72 ore prima del ricovero in ospedale. Il trattamento conservativo, con una combinazione di drenaggio guidato da TC e terapia antibiotica selezionata, ha dato buoni risultati. In conclusione, sebbene si pensi che SM sia un agente patogeno nosocomiale, può essere coinvolto in gravi sepsi sistemiche che interessano diversi organi al di fuori del setting ospedaliero, e la combinazione di tigeciclina con TMP-SMX è risultata essere la migliore opzione terapeutica”.

Soddisfazione è espressa dal commissario dell’Asp di Trapani, Giovanni Bavetta (nella foto): «Cominciamo a seguire quella che ritengo debba essere la mission della nostra azienda, coniugare un’assistenza clinica appropriata con la ricerca scientifica».

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