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Ospedale di Alcamo: «Sì alla doppia guardia nel pronto soccorso, ma si potenzi l’organico»

16 Maggio 2019

Il Nursind commenta così la circolare assessoriale: «Venga rispettata senza sguarnire altri reparti o con esborsi esagerati di incentivazioni».

 

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L’estate è alle porte e il Nursind torna a lanciare l’allarme sulla carenza di medici all’ospedale di Alcamo. In una nota, il sindacato degli infermieri plaude «alla circolare dell’assessorato regionale alla Salute che obbliga i direttori generali a prevedere il doppio medico guardia al pronto soccorso», ma chiede «che venga rispettata senza sguarnire altri reparti o con esborsi esagerati di incentivazioni».

L’allarme è stato lanciato da Salvo Calamia, segretario territoriale del Nursind, che ha chiesto un incontro urgente all’assessorato regionale alla Salute proponendo il potenziamento degli organici e un nuovo modello di organizzazione complessiva.

«Servono interventi seri e non tampone– spiega Calamia- La cardiologia per esempio ha due medici che però a breve andranno in pensione e hanno circa 100 giorni di ferie residue. Bisogna garantire i doppi turni, ma senza ricambio di medici di medicina d’urgenza e cardiologi, e con bandi di incarico che spesso sono deserti o vedono pochissime partecipazioni, si rischia il caos e a pagarne le conseguenza saranno i cittadini. Non si può pensare di garantire i turni ricorrendo continuamente a incentivazioni da 500 euro al giorno per medico, è evidente che in assenza di nuove assunzioni l’esborso sarebbe esagerato».

Quindi Calamia solleva un altro problema: «Avere previsto l’obbligo dei due medici sempre di guardia è molto positiva per l’utenza, ma i disagi non possono ricadere sugli altri servizi e sulle unità operative da cui vengono prelevati i medici. Bisogna che venga garantita la competenza dei medici che a qualunque titolo vanno al pronto soccorso, anche per evitare problemi assicurativi e di risarcimenti in caso di errori, che potrebbero ricadere sulla dirigenza».

Secondo il Nursind «per il rispetto della circolare servono soluzioni strutturali, a partire dai concorsi fino a una accurata programmazione, con più assunzioni di personale medico e infermieristico nelle aree di emergenza, o l’attivazione di protocolli d’intesa con le università per la gestione delle specializzazioni. Insomma un nuovo modello di organizzazione su cui lavorare sin da subito. Come Nursind siamo disponibili al confronto».

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