Ospedale dei Bambini, corso di rianimazione pediatrica con norme anti-Covid

23 Settembre 2020

Rivolto ai giovani infermieri, ha come tema anche la disostruzione delle prime vie aeree. Prossimo appuntamento il 27 ottobre.

 

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PALERMO. Dal momento in cui è scoppiata la pandemia da Covid-19, le problematiche che i nostri operatori sanitari si sono trovati ad affrontare sono state le più disparate.

Tra queste ha avuto grande rilevanza la formazione del nuovo personale sanitario, soprattutto all’interno degli ospedali identificati come presidi di riferimento per la cura del Coronavirus.

In questi casi, ovviamente, bisogna coniugare la necessità di effettuare importanti corsi “salva vita” con l’esigenza di tutelare la salute degli operatori, significativamente colpiti durante la crisi epidemiologica, applicando misure di prevenzione e controllo delle infezioni in genere.

Inoltre, come precisa Loredana Meschis, dirigente medico del Pronto Soccorso pediatrico, «nell’emergenza è importante parlare un linguaggio unico, è necessario capirsi a volo». Ed è proprio durante la formazione interna che i giovani imparano quel “codice” settoriale usato dai sanitari.

Con queste premesse, sotto la direzione dell’Arnas Civico, l’Ospedale dei Bambini di Palermo ha avviato il Corso di rianimazione cardio polmonare in età pediatrica e disostruzione delle prime vie aeree, con le metodiche anti-Covid secondo le linee guida della Regione, per istruire il personale sanitario ad approcciarsi al bambino in arresto cardiocircolatorio o con una severa ostruzione.

«Non sono pratiche che rimangono all’interno di una struttura ospedaliera, perché il personale sanitario che segue i corsi ha anche una vita al di fuori del proprio luogo di lavoro e potrebbe trovarsi in un campo da calcio durante un malore di qualche giocatore, ad esempio. Qui forniamo loro gli strumenti per capire come agire in tali circostanze e in questo particolare momento storico», ha raccontato la dottoressa Meschis, direttore scientifico del corso di Blsd (Basic Life Support and Defibrillation) pediatrico, insieme ad Emanuele Bordonaro dell’Unità Operativa delle “Professioni Infermieristiche ed Ostetriche”.

«In questo momento così difficile si è sentito il dovere morale ed etico di dare una nuova sferzata a quella che è l’anima della sanità ovvero la formazione, un diritto/dovere di ogni lavoratore, essenziale soprattutto per chi lavora in un ambiente pediatrico come il nostro- spiega Bordonaro- Dal punto di vista dell’Unità Operativa delle Professioni Sanitarie ho riscontrato subito la necessità di riprendere la formazione perché avevamo dei giovani messi in punti strategici come la sala operatoria, la risonanza magnetica nuova, il pronto soccorso, agli esami da sforzo con bambini cardiopatici e, quindi, era un dovere formarli sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare, infatti, anche se c’è l’emergenza Covid non possiamo dimenticare le altre patologie. La differenza sta adesso nella metodica: prima la partecipazione al corso era aperta a tutti i quattromila dipendenti dell’Arnas, in questo momento riguarda solo i nuovi ingressi infermieristici».

Salvare vite, ma preservare anche la salute del personale sanitario, è questo l’obiettivo secondo la dottoressa Meschis, che dichiara: «Questo corso era particolarmente importante perché le linee guida cambiano ogni 5 anni e le ultime risalivano al 2015, noi eravamo rimasti indietro di almeno sette mesi. Messi di fronte alla sfida della pandemia da Covid – 19 abbiamo dimostrato che si può fare assolutamente rianimazione cardiopolmonare, si possono quindi salvare vite umane, mantenendo al contempo la sicurezza del soccorritore, grazie all’utilizzo di quelle accortezze che abbiano una valenza vera».

I corsi Blsd in ambito pediatrico sono importanti per arginare il problema dell’ostruzione da corpo estraneo che causa circa 500 morti l’anno in Europa. Anche ieri abbiamo ricevuto una triste notizia in merito da Palazzolo, dove una bimba di sette di mesi è deceduta perché soffocata da un palloncino. Applicando manovre specifiche in maniera tempestiva, però, si salvano moltissimi bambini.

«Vero è che la fisiopatologia di quello che è l’arresto cardiaco in età pediatrica rispetto all’adulto è un po’ più rara, ma le cause di arresto respiratorio in età pediatrica riconoscono tipologie varie come il trauma, la bronchiolite, lo choc anafilattico- aggiunge la Meschis- Situazioni che capitano molto spesso e che non vanno sottovalutate, perché se non vengono prese in tempo, se non si riesce a capirne la gravità o si minimizza per non andare al pronto soccorso, si arriva al gap successivo che è quello dell’arresto cardiaco vero e proprio».

Il corso è importante anche per lanciare un messaggio ai giovani sanitari, catapultati improvvisamente all’interno di ambiente lavorativo fortemente a rischio, che hanno bisogno di guide e punti di riferimento.

«Abbiamo adottato i nuovi protocolli imposti dall’emergenza Covid tra cui i presidi integrali, i disinfettanti, ridotto a 12 il numero dei partecipanti e non sono previsti gli istruttori per l’affiancamento. Usando tutte le accortezze siamo riusciti a fare, all’interno del presidio pediatrico di riferimento Covid per la Sicilia Occidentale, questo corso innovativo per la metodica utilizzata- conclude Bordonaro- Il suo successo è dipeso anche dall’aiuto e dalla collaborazione fornita da Vincenzo Gargano, responsabile dell’U.O. “Professioni Sanitarie Infermieristiche” e dalla “Direzione Medica” guidata da Marilù Furnari e Desiree Farinella, che hanno fornito i locali. Il ringraziamento va anche al direttore generale dell’Arnas Civico, Roberto Colletti, perché ha capito le nostre esigenze e a Gioacchino Clesi, responsabile della Formazione dell’Arnas Civico, il quale ha rilasciato l’autorizzazione. Il corso sarà riproposto il 27 ottobre e sarà rivolto sempre a infermieri selezionati».

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