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Ospedale civile di Ragusa, effettuato un espianto multiorgano in sinergia con i medici dell’Ismett

24 Maggio 2016

Consenso dei familiari alla donazione di fegato e reni di una donna di 78 anni, morta per emorragia cerebrale. Il primo è stato trapiantato a un palermitano di 45 anni, mentre i reni non hanno passato il vaglio finale per la idoneità. L’intervento è stato effettuato dall'equipe dell’Istituto mediterraneo per i trapianti giunta da Palermo.

 

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RAGUSA. In seguito a un’emorragia cerebrale spontanea è deceduta nei giorni scorsi presso l’U.O.C. di Rianimazione dell’ospedale “Civile” dell’Asp di Ragusa, diretta da Luigi Rabito, una donna di 78 anni di Ragusa.

Alle ore 9,30 si è attivata la Commissione preposta all’accertamento cerebrale, composta da Manuela Antoci (dirigente medico anestesista), Giuseppe Iuvara (medico legale), Iole Bongiorno (dirigente medico neurologo). Alle 15,30 è stato dichiarato lo stato di morte cerebrale.

Il trattamento, mirato a preservare la funzionalità degli organi fino al prelievo, è stato condotto da Salvatore Tumino e Adriano Denicola (dirigenti medici anestesisti) e da tutta l’equipe medica ed infermieristica di Anestesia e Rianimazione 1.

L’equipe dell’Ismett di Palermo è arrivata alle 23,30 ed ha provveduto ad espiantare il fegato ed i reni, con il supporto di Mirco Sidoti (anestesista), Silvia Insolia e Franca Occhipinti (infermieri della sala operatoria) e Vittoria Dicristina, O.S.S..

Durante le manovre di prelievo, Salvatore Castellino (direttore della Anatomia Patologica), ha eseguito una biopsia estemporanea del fegato per valutare l’idoneità dell’organo.

Il fegato è stato trapiantato ad un paziente palermitano di 45 anni, mentre i reni, purtroppo, non hanno passato il vaglio finale per la idoneità al trapianto.

Il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Maurizio Aricò, ha dichiarato: «Il primo pensiero va alla famiglia della signora che ha permesso con un gesto di grande solidarietà di donare nuova vita a chi ne aveva bisogno. Ringrazio, con il dr. Luigi Rabito che lo ha coordinato, tutto il personale, medico ed infermieristico che ha partecipato con dedizione e tempestività al lavoro complesso e prezioso che sta intorno a queste procedure, dall’accertamento di morte cerebrale alla fase finale in sala operatoria».

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