carcinoma al retto

Ospedale Civico: nuova tecnica endoscopica per rimuovere il carcinoma al retto

25 Novembre 2017

Il paziente, cardiopatico e con altissimo rischio operatorio, è stato trattato presso l’U.O.C. di Endoscopia Digestiva dell’ARNAS Civico di Palermo con tecnica endoscopica radicale.

 

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All’Ospedale Civico di Palermo è stata sperimentata con successo una nuova tecnica di asportazione per via endoscopica di un carcinoma del retto infiltrante la parete intestinale e dunque candidato all’intervento chirurgico. Il paziente, un uomo di 70 anni, cardiopatico per pregressi infarti e portatore di defibrillatore intracardiaco, con altissimo rischio operatorio, è stato trattato presso l’U.O.C. di Endoscopia Digestiva dell’ARNAS Civico di Palermo con tecnica endoscopica radicale.

Considerata la delicatezza del caso la notizia dell’intervento è stata data a diversi mesi di distanza dall’intervento eseguito dal Dott. Roberto Di Mitri, responsabile dell’U.O.C., è stato preceduto da una accurata valutazione della neoplasia con TAC total-body con m.d.c. ed ecoendoscopia rettale allo scopo di dare una corretta stadiazione oncologica. Il trattamento endoscopico è stato concordato col paziente, che rifiutava qualsiasi altro trattamento (chirurgico e radio/chemioterapico) e si affidava alle cure dell’endoscopista.

Il trattamento endoscopico si è basato su una tecnica combinata di riduzione delle dimensioni della neoplasia con resezione classica con ansa per mucosectomia e dopo con la resezione a tutto spessore della neoplasia compresa l’intera parete del retto utilizzando un
dispositivo di nuova introduzione ossia il FTRD (Full Tickness Resection Device). Tale dispositivo consente di catturare all’interno
di un cappuccio il tumore e di asportarlo tagliando tutta la parete dell’intestino, dopo aver applicato alla base una clip a “tagliola”
che chiude la parete del colon evitando così la perforazione intestinale.

La procedura non ha riportato nessuna complicanza ed il paziente è stato dimesso la sera stessa dell’intervento. L’esame istologico sul pezzo asportato ha confermato la completa e radicale asportazione della neoplasia ed i controlli endoscopici successivi effettuati dopo 2, 6 e 10 mesi hanno evidenziato una perfetta guarigione della malattia senza nessuna ricrescita o residuo di malattia.

Il paziente è stato seguito ambulatorialmente anche dall’oncologo con gli opportuni controlli ed in atto non ha nessuna ripresa di malattia ne locale ne a distanza. Tale tecnica endoscopica di recente introduzione, grazie all’immissione in commercio di questo nuovo dispositivo, è stata fino ad adesso praticata per l’asportazione di tumori benigni gastrointestinali o di tumori maligni comunque non infiltranti la parte profonda della parete intestinale.

Recentemente è stata pubblicata una grossa casistica di circa 25 casi trattati al Campus Biomedico di Roma, ma non esistevano casi trattati al sud Italia. In ogni caso il caso trattato, già pubblicato sulla maggiore rivista mondiale di Endoscopia Digestiva ovvero Gastrointestinal Endoscopy, rappresenta il primo caso di paziente con carcinoma infiltrante trattato con questa tecnica.

“E’ stata l’unica soluzione perseguibile per questo paziente e la mia proposta terapeutica è stata subito favorevolmente accettata”, dichiara il Dott. Roberto Di Mitri. “E’ noto come l’endoscopia operativa costituisce un’alternativa “mininvasiva” nella soluzione di molte patologie gastroenterologiche, alternativamente alla chirurgia”, “Già da diversi anni al Civico abbiamo sviluppato nuove tecniche endoscopiche ed ecoendoscopiche operative complesse che rappresentano, soprattutto nell’ambito dell’oncologia gastroenterologica, la soluzione del problema come in questo caso, mentre in altri casi, quale quello del paziente oncologico in stadio avanzato, sono fondamentali per la palliazione migliorando in maniera sostanziale la qualità di vita residua. Per tale motivo siamo diventati un centro di riferimento regionale per l’endoscopia avanzata”.

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