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Chiesto un confronto con l'Azienda ospedaliera

Ospedale Civico di Palermo, la Cgil denuncia: «Disagi per il personale ed i pazienti»

Chiesto un confronto con l'Azienda ospedaliera: «Manca un'organizzazione del lavoro».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. La Fp Cgil chiede un urgente incontro all’Amministrazione dell’Arnas Civico di Palermo per esaminare una serie di presunte disfunzioni.

«Manca il cambio delle divise per il personale sanitario e l’azienda ospedaliera non provvede al lavaggio dei camici: i lavoratori sono costretti a portarsi il vestiario da lavare a casa, con “rischio biologico” per le proprie famiglie», accusa anzitutto il sindacato di categoria.

Inoltre secondo la Cgil «non vengono ancora trasformati i 40 rapporti di lavoro a tempo dei precari storici che da anni lavorano con contratto quinquennale, per i quali esistono già criteri normativi regionali e nazionali per la definitiva stabilizzazione. Non si comprendono i parametri scelti per il trasferimento di intere unità operative, da un reparto all’altro».

«Manca un’organizzazione del lavoro ma anche un confronto su tale organizzazione. E c’è un problema di sicurezza in alcuni locali, evidenziato dai sopralluoghi per la valutazione dei rischi per l’attuazione della legge 81/2008, per il quale non sono stati approntati i rimedi necessari».

Sono queste alcune delle criticità emerse durante una assemblea della Rsu della Funzione Pubblica di Palermo svolta all’Arnas Civico.

«Piuttosto che migliorare la qualità del servizio, attraverso una organizzazione del lavoro più funzionale, e invece di porre rimedio alle carenze registrate in tema di sicurezza sul lavoro, stiamo riscontrando un atteggiamento di vessatorio e di caccia alle streghe», affermano il segretario Fp Cgil Palermo Filippo Romeo e il segretario aziendale Fp Cgil Fortunato Corrao, aggiungendo: «Sono stati aggiunti posti letto in alcuni reparti senza che sia corrisposto un incremento del personale, con grave disagio anche per l’utenza, che si lamenta di non ricevere l’assistenza dovuta da parte del personale sovraccaricato di lavoro. Chiediamo l’apertura di un confronto».

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