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Ospedale Civico, aggredita un’infermiera del Pronto soccorso: dieci giorni di prognosi

15 Aprile 2016

La donna è stata colpita con un pugno dalla figlia di una paziente. La Cisl: «Il direttore generale intervenga subito per garantire l'incolumità degli operatori dell'area di emergenza». La replica di Giovanni Migliore: «In realtà il servizio di vigilanza è già stato potenziato...».

 

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PALERMO. Personale sanitario ancora sotto tiro nei Pronto Soccorso di Palermo. L’ultima vittima in ordine di tempo è un’infermiera dell’Arnas-Civico, colpita ieri con un pugno dalla figlia di una paziente: guarirà in dieci giorni. Ma intanto la Cils Fp chiede alla direzione dell’ospedale maggiore sicurezza per il personale.

L’episodio si è verificato nel pomeriggio. Le due donne si sono presentate al triage, dove vengono assegnati i codici di priorità e dove viene deciso se l’accesso all’accompagnatore è necessario o meno. Nel caso di ieri, si trattava di un malessere lieve, da codice bianco o verde. L’infermiera ha quindi detto alla figlia della paziente che avrebbe dovuto attendere in sala d’aspetto, senza seguire la madre nell’area di emergenza.

Una decisione che la ragazza non avrebbe gradito. Eludendo la sicurezza, è riuscita comunque ad entrare in reparto.

L’infermiera l’ha richiamata un paio di volte, ma la risposta sarebbe stata: «Se non mi fai stare qui ti do un pugno». All’ennesimo richiamo, la ragazza è passata dalle parole ai fatti. E quel pugno è partito davvero. Immediato l’intervento della vigilanza, che ha anche chiamato la polizia.

Da qui la richiesta di maggiore sicurezza da parte dei sindacati: «Il manager dell’azienda, Giovanni Migliore – afferma Vincenzo Gargano, segretario aziendale della Cisl Fp Palermo-Trapani al Civico- ripete di avere un’attenzione particolare verso gli infermieri, ma i fatti raccontano altro, ovvero una gestione contraddistinta solo da proclami. Ad agosto del 2014, il direttore generale con un tweet ha propagandato come un fondamentale risparmio la revoca della gara per la vigilanza.

«Da quel momento in poi- continua Gargano- si è assistito ad un’escalation di minacce e di aggressioni nei confronti dei lavoratori. Siamo i primi a sostenere la necessità di una razionalizzazione dei costi, ma non sulla pelle degli operatori, in prima linea con l’utenza».

La Cisl Fp annuncia che, in assenza di interventi concreti e immediati, aprirà una vertenza per tutelare il diritto primario dei dipendenti a lavorare in ambienti sicuri.

In realtà, da gennaio il servizio di vigilanza è già stato potenziato: ora le guardie giurate di turno sono due, 24 ore su 24.

«Una è all’ingresso principale e l’altra a quello posteriore- spiega Giovanni Migliore– È vero che c’è un nuovo contratto, ma il livello di sicurezza non è diminuito, in termini di ore e di numero di vigilanti. Ed è anche vero che abbiamo potuto risparmiare 600 mila euro. In verità bisognerebbe limitare il numero di visitatori all’interno dell’area di emergenza. Abbiamo rimodulato il sistema: devono essere autorizzati al triage dagli infermieri, solo quando lo ritengono necessario. E al massimo può esserci un accompagnatore per ogni paziente. Abbiamo una doppia porta, doppia vigilanza… Più di così».

«Possiamo anche triplicare le guardie giurate- aggiunge Lia Murè, direttore sanitario dell’Arnas-Civico- ma è anche un problema di mentalità della gente».

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