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Ospedale Cervello, sindacati sul piede di guerra: «No alla chiusura di Ostetricia»

12 Novembre 2020

Le Segreterie Aziendali di Cimo-Fesmed e Aaroi Emac paventano «gravi criticità in termini assistenziali e nei risvolti sociali e di ordine pubblico».

 

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PALERMO. «La sospensione dell’attività della UOC di Ostetricia dell’Ospedale Cervello può causare gravi criticità in termini assistenziali e nei risvolti sociali e di ordine pubblico».

Lo scrivono le Segreterie Aziendali di Cimo-Fesmed e Aaroi Emac di Villa Sofia-Cervello in una nota inviata all’assessore Ruggero Razza, ai vertici dell’azienda ospedaliera, al prefetto e al sindaco, aggiungendo che quell’Ostetricia «rappresenta un Punto Nascita di 2°/3° livello con circa 1.500 parti/anno e l’unico della zona Ovest di Palermo e della Provincia limitrofa. Oltre il 50% delle gravidanze seguite sono etichettate a rischio, cioè diabete in gravidanza, pre-eclampsia, severa obesità, ritardo di crescita intrauterino. È inoltre sede dell’unico Centro di Diagnosi Prenatale della Sicilia e fornisce anche il servizio di Partoanalgesia h24».

Secondo i sindacati, pertanto, «la sua chiusura verrebbe a determinare l’incremento esponenziale dei rischi materno-fetali per l’impossibilità di assistenza in caso di urgenze nelle quali la tempestività di intervento è sempre cruciale: la U.O. è sede di Pronto Soccorso Ostetrico che con la sospensione dell’attività cesserebbe la propria funzione.

Inotre «l’attività dell’Ostetricia del “Cervello” considerato l’elevato numero di parti annui e la tipologia delle prestazioni rese, non potrebbe in alcun modo essere assorbita da altre strutture sanitarie cittadine pubbliche o private e le peculiarità assistenziali della struttura non potrebbero essere vicariate da altri».

Nella nota firmata da Giuseppe Bonsignore (Cimo, nella foto), Francesco Labate (Fesmed), Massimo Donzelli e Francesco Tarantino (Aaroi Emac) si legge: «È difficile comprendere il razionale di tale scelta i cui svantaggi sono di gran lunga superiori ai benefici dato che dopo ben due trasferimenti del Reparto all’interno dello stesso plesso al fine di contribuire alla riorganizzazione per Covid e col compromesso di una riduzione da 24 a 16 dei “normali “posti letto, si riusciva comunque a fornire assistenza sia per Ostetricia Bianca che per quella Covid, fra l’altro garantendo un numero dei posti letto Covid maggiore rispetto alla prospettata chiusura del reparto».

Infine, l’appello: «Sia rivalutata la decisione  di sospendere l’attività di Ostetricia del “Cervello”, oltre che per le gravi criticità assistenziali che si verrebbero a determinare, anche in considerazione del rischio legato all’ordine pubblico dovuto alla impossibilità di fornire le necessarie risposte e prestazioni mediche che verrebbero a mancare improvvisamente ad un’ampia fetta della popolazione».

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