ASP e Ospedali

L'intervista

Ospedale Cervello, il direttore della Neonatologia con UTIN: «Ecco le nostre attività»

Fabio Giardina illustra ad Insanitas i servizi offerti e sottolinea il ricorso alla sinergia con altri reparti e all'approccio multidisciplinare.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Sono 1.155 i bambini nati nel 2023 nell’ospedale Cervello di Palermo, rispetto all’anno precedente si registra un aumento del 20%. Mentre 466 sono i neonati che sono stati ricoverati nell’Unità di terapia intensiva neonatale, la mortalità è inferiore al 2%. Uno spaccato di dati raccolti dall’UTIN, annesso all’unità c’è anche il Servizio Trasporto Emergenze Neonatali. Sulle attività, svolte nella struttura palermitana, abbiamo intervistato Fabio Giardina, direttore della U.O.C. Neonatologia, Utin con Sten.

Dottore Giardina, qual è la vostra mission?
«Ci occupiamo della promozione e della cura della salute del neonato e del lattante mediante interventi efficaci, attuati con la massima efficienza, ispirati al rispetto dei diritti e dei bisogni del neonato e del suo nucleo familiare».

Quali sono le attività della Terapia Intensiva Neonatale e nella Neonatologia del presidio ospedaliero Cervello?
«L’attività si esplica, in maniera articolata e integrata, in stretta collaborazione con la UOC di Ostetricia e con la Medicina dell’Età Prenatale. Opera a 360 gradi su diversi campi. Ci occupiamo del ricovero di neonati pretermine e a termine che necessitano di cure intensive o sub intensive. In collaborazione con gli oculisti della nostra azienda, assistiamo i neonati che necessitano di diagnosi e terapia Laser della Retinopatia della prematurità. Inoltre, la collaborazione con la neurochirurgia di Villa Sofia consente l’assistenza post operatoria dei neonati affetti da idrocefalo. Poi, la gestione ventilatoria nei neonati pretermine, in modalità convenzionale o in alta frequenza, ha consentito la sopravvivenza di un’alta percentuale di neonati di un peso inferiore 1500 grammi. L’applicazione dell’ipotermia, nel neonato con encefalopatia ipossico-ischemica, consente di ottenere ottimi risultati in termini di sopravvivenza e di esiti a distanza nei neonati con asfissia grave. Oltretutto, l’utilizzo dell’ossido nitrico inalatorio dà un ulteriore miglioramento prognostico nei neonati affetti da ipertensione polmonare severa. Disponiamo, inoltre, di una sala degenza d’isolamento, allocata nel nostro UOC, dove ci occupiamo nel periodo epidemico autunnale ed invernale, dei neonati e lattanti affetti da bronchiolite».

L’Utin è stata trasformata in Covid Hospital durante la pandemia…
«Sì, la nostra struttura dal 2020 fino all’inizio del 2023 si è occupata dei neonati Covid positivi. Eravamo l’unica neonatologia della Sicilia occidentale a farlo. Nel periodo Covid abbiamo ricoverato circa 100 neonati positivi contribuendo all’assistenza, in epoca pandemica, della popolazione. In tre anni è stato registrato un solo decesso di un Covid positivo, si trattava peraltro di un lattante affetto comunque da una grave patologia congenita».

Quanti sono i medici che lavorano all’interno dell’Utin?
«Attualmente siamo in 13 anche se la pianta organica prevede 18 medici, oltre il direttore. Si sta cercando di colmare la carenza organica grazie ai concorsi».

Quanti sono i neonati ricoverati?
«Durante il 2023, fra terapia intensiva e neonatologia sono stati circa 450».

Quali sono le principali patologie trattate?
«Sindrome da insufficienza respiratorie, asfissia e patologie congenite».

È attivo il servizio di follow up ambulatoriale. Di cosa vi occupate?
«Un’attività importante che ci permette di seguire nel tempo i neonati che sono stati ricoverati, ci occupiamo di bambini fino a 3 anni di età. Al momento, dei 450 bambini ricoverati nel 2023 circa 60 sono seguiti nel follow up. Si tratta di neonati con patologie particolari, al di sotto di un chilo e mezzo, che rispondono a requisiti ben precisi. È un follow up sia clinico sia strumentale. Disponiamo di una serie di ambulatori che si occupano di diagnostica ecografica, addominale e cerebrale».

Quali sono gli ambulatori attivi?
«È attivo un ambulatorio di ecografia con color doppler cardiaca neonatale e pediatrica, in cui si esegue anche l’ECG. Negli altri ambulatori è possibile eseguire: l’ecodoppler cerebrale; l’ecodoppler addominale e renale; l’ecografia delle Anche; le visite neonatologiche e di follow-up. Oltretutto ci avvaliamo della collaborazione del Neuropsichiatra infantile, degli Oculisti e dei Genetisti medici, facendo della multidisciplinarietà uno dei nostri punti di forza. Inoltre, ci occupiamo della somministrazione del Palivizumab (anticorpo monoclonale) nel periodo epidemico, per profilassare i neonati pretermine e ad alto rischio, contro il rischio delle Bronchioliti da Virus respiratorio sinciziale».

Annesso all’U.O.C. c’è un Servizio di Trasporto di Emergenze Neonatali (STEN)…
«È attivo dal 1999, ha degli skill consolidati e si occupa del trasporto di neonati critici nella Sicilia occidentale (Palermo e Trapani e provincie). Garantisce 24 ore su 24 il trasferimento assistito dei neonati critici con un medico Neonatologo e un infermiere, nell’ambulanza rianimatoria del 118. Sono circa 100 i trasporti annui effettuati. Nel servizio sono coinvolti tutti i neonatologi che operano all’interno dell’Utin».

Progetti futuri e altre novità?
«Siamo in attesa del trasferimento nei nuovi locali nel presidio ospedaliero Cervello e che sono in via di assegnazione. La nuova struttura prevede un ammodernamento logistico e delle attrezzature. Per quanto riguarda i lavori strutturali, il finanziamento rientra nei fondi Pnrr. L’ammodernamento potrebbe portare ad un ampliamento strutturale, quindi con un potenziamento dei posti letto».

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