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Ospedale di Caltagirone, nuova metodica per l’aneurisma dell’aorta addominale

15 Dicembre 2017

Attraverso una piccola incisione alle arterie femorali, in anestesia locale e con paziente sveglio, è possibile correggerlo con una endoprotesi.

 

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CALTAGIRONE. Adottata, all’Ospedale “Gravina”, una moderna metodica mininvasiva per la riparazione dell’aneurisma dell’aorta addominale. Si tratta della correzione endovascolare dell’aneurisma mediante endoprotesi e rappresenta un’alternativa meno invasiva della riparazione chirurgica tradizionale.

«Le innovazioni tecnologiche rappresentano un punto di forza nel potenziamento dei servizi- afferma Giuseppe Giammanco (nella foto), direttore generale dell’Asp di Catania- A queste deve associarsi l’aggiornamento degli operatori specialisti per offrire ai cittadini interventi sempre più moderni e risolutivi in piena sicurezza. La corretta esecuzione di questi interventi deve, peraltro, essere letta all’interno di una rete provinciale di assistenza, con la stretta collaborazione e condivisione dei percorsi assistenziali con le Aziende ospedaliere “Cannizzaro”, “Garibaldi” e Policlinico, a garanzia di un’assistenza completa e di qualità».

L’intervento viene effettuato presso il servizio di Emodinamica (responsabile Daniele Giannotta) dell’UOC di Cardiologia e UTIC di Caltagirone, diretta da Giacomo Chiarandà.

Attraverso una piccola incisione ad entrambe le arterie femorali, in anestesia locale, con paziente sveglio, è possibile correggere l’aneurisma introducendo una protesi, chiamata endoprotesi, e posizionandola all’interno dell’area danneggiata del vaso, isolando l’aneurisma dal normale flusso sanguigno.

Gli interventi chirurgici classici per questo tipo di malattia vengono eseguiti in anestesia totale e durano dalle 3 alle 4 ore, con degenze in ospedale che vanno dai 7 ai 10 giorni.

La correzione endovascolare è meno invasiva e i pazienti vengono dimessi dopo una breve degenza ospedaliera (2-4 giorni).  L’utilizzo di questa metodica è raccomandata in pazienti ad alto rischio chirurgico, come ad esempio pazienti diabetici.

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