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ASP e Ospedali

La prima volta a Marsala

Ospedale Borsellino, impiantato un defibrillatore sottocutaneo di ultima generazione

Intervento effettuato per la prima volta a Marsala da un equipe coordinata dal responsabile dell’unità operativa di Cardiologia e UTIC, Gaspare Rubino.

Tempo di lettura: 3 minuti

È stato eseguito per la prima volta all’ospedale Paolo Borsellino di Marsala un intervento per l’impianto a un paziente di 45 anni di un defibrillatore sottocutaneo di ultima generazione. L’intervento è stato effettuato da un equipe coordinata dal responsabile dell’unità operativa di Cardiologia e UTIC, Gaspare Rubino.

L’equipe era composta dagli elettrofisiologi del reparto, i cardiologi Aldo Ruggieri e Dario Orlando e dall’infermiere di sala operatoria Nicola Sicurella che, sotto la guida del tutor Riccardo Torcivia, hanno eseguito una perfetta procedura di impianto e con la collaborazione del Direttore dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione Pietro Pipitone e del coordinatore del Complesso Operatorio Vito Pizzolato. Mentre il Servizio di Farmacia ha consentito di poter disporre del device in tempi brevi.

Il paziente è stato valutato al controllo in ottime condizioni cliniche e fisiologiche. «I defibrillatori- spiega Rubino- possono essere di due tipi : quelli che per funzionare necessitano di elettrocateteri transvenosi e i nuovissimi sottocutanei che funzionano senza toccare né il cuore né i vasi sanguigni, pur garantendo la medesima efficacia nel prevenire l’arresto cardiaco improvviso».

Il sistema S-ICD, il defibrillatore impiantabile sottocutaneo, può aiutare a prevenire l’arresto cardiaco improvviso, senza toccare il cuore ed il sistema sanguigno. In Italia i primi impianti sono iniziati nel 2013, si tratta pertanto di un sistema decisamente innovativo, ma la cui sicurezza ed efficacia per pazienti affetti da aritmie ventricolari e a rischio di arresto cardiaco improvviso sono oggi confermate da numerosi studi clinici.

«Il vantaggio di questa procedura rispetto agli impianti di ICD tradizionale, che il nostro reparto esegue già da diverso tempo- prosegue Rubino- è l’assenza di rischi connessi all’inserimento di cateteri transvenosi, e la permanenza per lungo tempo dei cateteri all’interno dell’organismo che aumenta la possibilità di non funzionamento degli stessi».

L’inserimento sottocutaneo è inoltre minimamente invasivo e questo rende il dispositivo particolarmente idoneo anche per pazienti giovani che non solo abbiano aspettative di lunga vita e di buona qualità, ma che apprezzino anche il basso impatto estetico dell’impianto.

Il defibrillatore sottocutaneo non si propone, attualmente, come alternativa diretta al tradizionale defibrillatore impiantabile endocardico, ma come una soluzione innovativa ed ottimale per quei pazienti a rischio che possano maggiormente beneficiare delle sue caratteristiche.

«Come spesso accade al Paolo Borsellino e negli altri ospedali della nostra ASP- commenta il commissario straordinario dell’ASP Giovanni Bavetta – le procedure innovative si realizzano con l’intervento congiunto di più servizi e reparti di ciascun presidio, e a volte anche di presidi diversi della nostra azienda. Un elogio quindi alla collaborazione e alla professionalità di tutto il personale medico e infermieristico intervenuto».

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Giovanni Bavetta

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