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ASP e Ospedali

“Picc Team” aziendale

Ospedale di Alcamo, nasce un team dedicato all’impianto dei cateteri venosi centrali

Istituito il “Picc Team” aziendale.

Tempo di lettura: 2 minuti

Nasce all’ospedale di Alcamo il primo “Picc Team” aziendale, un gruppo di specialisti dedicato all’impianto e alla gestione dei cateteri venosi centrali ad inserzione periferica.

Il team, dopo un’operatività da circa due anni, è stato infatti istituzionalizzato dalla Direzione strategica aziendale, in applicazione del decreto assessoriale n. 1004 dell’1 giugno 2016 “Programma Regionale Targeting Zero per l’azzeramento delle infezioni CVC”, quelle cioè correlate ai cateteri venosi centrali, confermandosi punto di riferimento tra i presidi ospedalieri dell’ASP di Trapani.

«Spero che questa eccellenza alcamese- dichiara il commissario straordinario Giovanni Bavetta– possa rappresentare solo un punto di partenza per il raggiungimento degli obiettivi aziendali per la prevenzione delle infezioni ospedaliere. L’istituzione del primo Team in provincia, è un successo per questa Azienda nell’ambito di un modello organizzativo che vede la Sicilia prima in Italia in questo campo, ma, al contempo, rappresenta una nuova sfida dalla quale non possiamo e non dobbiamo sottrarci».

Il Team, costituito da due medici anestesisti rianimatori (i dottori Minore e Lombardo) e due infermieri adeguatamente formati ( Cammarata e Coppola), si occuperà dell’impianto e della gestione del “Peripherally inserted central catheter”, uno speciale catetere in poliuretano o silicone che, introdotto per via ecografica in una vena del braccio, viene fatto risalire, sotto visione diretta di un elettrocardiogramma intracavitario, fino alla giunzione cavo-atriale, fornendo così un accesso venoso di medio/lungo termine ( 3-8 mesi ) a pazienti sia acuti che cronici necessitanti del catetere.

«Il Picc- spiega Mario Minore, anestesista responsabile degli accessi venosi centrali del nosocomio- rappresenta una vera e propria rivoluzione in ambito infusivo, non solo perché meno invasivo e più conforme alle esigenze del paziente ma anche perché, se ben gestito, riduce il rischio infettivo e partecipa all’abbattimento dei tempi di degenza media poiché domiciliabile, in accordo con un servizio sempre più efficiente ed efficace oltre che attento alla riduzione dei costi».

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