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Ortopedia, al Policlinico Giaccone entra in funzione il robot CORI

Si tratta del sistema più avanzato nel campo della chirurgia ortopedica robot-assistita. Ecco i vantaggi che garantisce.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. L’unità operativa di Ortopedia del Policlinico Giaccone eleva l’offerta assistenziale con un una nuova tecnologia, il robot CORI, il sistema più avanzato nel campo della chirurgia ortopedica robot-assistita.

Il Commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Maria Grazia Furnari, afferma: «L’adozione di CORI dimostra il nostro impegno costante nel migliorare e innovare le cure che offriamo. La chirurgia robotica rappresenta un’importante attività per la nostra Azienda, sia dal punto di vista assistenziale che per la didattica e la ricerca, e conferma l’assistenza sanitaria di eccellenza offerta dal Policlinico».

Dotato di capacità di mappatura in tempo reale del ginocchio e di strumenti per pianificazioni chirurgiche personalizzate, il robot CORI permette ai chirurghi di effettuare interventi di impianto di protesi di ginocchio con un livello di dettaglio e cura precedentemente inimmaginabile.

Questo nuovo strumento sostituisce il robot NAVIO, precedentemente in uso, e segna un capitolo rivoluzionario nella cura e nel trattamento dei pazienti ortopedici.

Il Professore Lawrence Camarda, direttore dell’unità operativa complessa di Ortopedia, commenta: «Il robot CORI non è solo un avanzamento tecnologico, ma un salto qualitativo nel modo in cui possiamo operare e curare i nostri pazienti. Questa nuova tecnologia ci consente di aumentare notevolmente l’efficacia delle procedure chirurgiche sul ginocchio, riducendo i tempi chirurgici, al contempo i rischi e i tempi di recupero. CORI presenta miglioramenti significativi anche in termini di predittività, grazie all’evoluzione della tecnologia e del software di intelligenza artificiale che lo supportano. Questi avanzamenti sono focalizzati sulla capacità di prevedere gli esiti degli interventi chirurgici con maggiore accuratezza, fondamentale per la personalizzazione del trattamento ortopedico».

Maria Grazia Furnari e Lawrence Camarda

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