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Policlinici

Il "Master di II livello"

Ortognatodonzia digitale, esperti a confronto al Policlinico di Messina

Il tema sarà al centro del “ Master di II livello" diretto dal professore Riccardo Nucera, che sarà inaugurato sabato 23 novembre alle ore 9.

Tempo di lettura: 3 minuti

Le moderne procedure di diagnosi, la terapia ortognatodontica e l’applicazione del digitale per migliorare efficacia, efficienza e individualizzazione del trattamento ortopedico e/o ortodontico dei mascellari.

Sono al centro del “ Master di II livello in Ortognatodonzia Digitale”, che sarà inaugurato, domani mattina (sabato 23) alle ore 9, presso il centro congressi del Policlinico G. Martino di Messina.

Direttore del Master: Riccardo Nucera (nella foto), professore associato e titolare del Corso Integrato di Ortodonzia presso il Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria.

Componenti del Comitato Tecnico-scientifico, le professoresse: Ersilia Barbato, Rosalia Leonardi, Angela Militi ed il prof. Marco Portelli.

Il Master, destinato a venti partecipanti, prevede tredici moduli didattici. Ognuno di essi avrà una durata di tre giorni e verrà svolto: ogni giovedì pomeriggio, venerdì mattina, venerdì pomeriggio e sabato mattina. Durerà fino a dicembre 2020 e si concluderà con un evento di chiusura.

L’ortodonzia oggi si avvale di nuovi materiali e tecnologie avanzate, rendendo gli studi ortodontici attrezzati con tecnologia 3D.

I recenti sviluppi e l’introduzione di scanner intra-orali e facciali, radiologia digitale, tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT) e produzione additiva (additive manufacturing) hanno migliorato sia la diagnosi, che la pratica clinica del trattamento ortodontico.

In futuro, una maggiore integrazione tra software, modelli digitali, scansioni facciali 3D e CBCT faciliterà ulteriormente la pianificazione del trattamento e la comunicazione con i pazienti.

L’eliminazione delle impronte tradizionali e la riduzione delle fasi di lavoro promettono maggiore efficienza e migliorano il comfort del paziente. Inoltre, aprono a nuovi flussi formativo-professionali inerenti il lavoro digitale integrato, favorendo al contempo l’industria dell’indotto.

Lo sviluppo di scanner e stampanti sempre più evoluti, grazie alle moderne tecnologie, comportano una significativa contrazione dei costi di sistema e migliorano le qualità del materiale e della prestazione clinica.

“Il progresso degli strumenti clinici – spiega il prof. Nucera – quali ad esempio la digitalizzazione dei modelli di studio, offre un’alternativa affidabile ai modelli tradizionali in gesso, permettendo grandi vantaggi nella diagnosi ortodontica e nella pianificazione del trattamento e assicurano un celere trasferimento di dati elettronici in caso di necessità. La digitalizzazione delle arcate dentarie può essere ottenuta mediante un metodo diretto, cioè con uno scanner intra-orale nella bocca del paziente, o indiretto, vale a dire con scansione di un modello in gesso o di un’impronta. Tale acquisizione non rende più necessario un modello fisico della dentatura per poter progettare e fabbricare un apparecchio ortodontico”.

“Gli scanner facciali – continua Nucera – utilizzati in ricerca, forniscono la topografia tridimensionale dell’anatomia della superficie del viso, con riconoscimento automatico di punti di riferimento per analisi della simmetria e delle proporzioni facciali. Le applicazioni pratiche comprendono la valutazione quantitativa e qualitativa della crescita facciale, di asimmetrie del volto, di differenze etniche e di genere”.

“L’imaging 3D – conclude – cambia di molto lo scenario di nostra pertinenza, snellendo tempi e fasi delle procedure, a beneficio dei pazienti. Pertanto, occorre puntare su una formazione qualificata in grado di gestire i progressi dell’innovazione anche in questo campo medico”.

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