Ora lo ammette pure il ministero della Salute: la nascita dell’Ismep è sempre più lontana

25 Marzo 2016

Da Roma in risposta a un'interrogazione del movimento 5 Stelle affermano: «Allo stato attuale appare impossibile che l'Istituto mediterraneo di eccellenza pediatrica possa funzionare nel 2018», cioè la data prevista per l'inaugurazione. Ed i grillini vanno all'attacco del governatore Crocetta e dell'assessore Gucciardi.

 

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PALERMO.  Sull’Ismep incombe lo spettro della grande incompiuta, scrisse il 13 marzo Insanitas. Purtroppo quella previsione- fatta a causa di un cantiere ormai bloccato da mesi- rischia di avverarsi: il ministero della Salute, infatti, in risposta a un’interrogazione alla Camera presentata dal M5S (prima firmataria Giulia Di Vita) mette nero su bianco che «allo stato attuale appare impossibile che l’Ismep possa essere funzionante già dal 2018».

Ed ora i grillini vanno all’attacco: «La risposta del ministero mette in rilievo anche alcune carenze delle Regione, ad esempio la mancata risposta ad alcuni rilievi mossi dal ministero. Quali sono e perché la Regione, dopo mesi, non ha ancora risposto?», si chiede Giorgio Ciaccio, aggiungendo che «questo silenzio potrebbe allungare i tempi di realizzazione di una struttura attesissima, senza contare che la mancata risposta della Regione blocca di fatto i 19 milioni e passa che lo Stato deve ancora erogare».

Da qui l’interrogazione presentata all’Ars e indirizzata a Crocetta e all’assessore Baldo Gucciardi.

Interviene pure  Giulia Di Vita: «Il comportamento omertoso della Regione è vergognoso. Senza le informazioni del ministero non avremmo saputo di queste osservazioni e della mancata risposta. Probabilmente alla Regione sono consapevoli delle enormi difficoltà a portare avanti i lavori dell’Ismep e, pertanto, continuano ad esaltare le ristrutturazioni al Di Cristina contrabbandandole come la realizzazione del progetto Ismep».

Sulla vicenda Ismep i deputati M5S, oltre ad avere depositato tre interrogazioni, hanno pure presentato due esposti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

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