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Dal palazzo

Disagio psichico

Omicidio Capovani. L’associazione Meravigliosa Mente: “Vicini agli operatori ed ai familiari che vivono drammi quotidiani”

"Attenzione a non generalizzare - precisa Caterina Cottone - l'assassino, con disturbi psichici noti e alle spalle una lunga lista di precedenti, non doveva essere a piede-libero"

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Meravigliosa Mente ODV, Associazione di Familiari di persone con disagio psichico nata a Palermo nel 2010, esprime profondo sconforto per la tragica morte, annunciata, della psichiatra Barbara Capovani uccisa lo scorso 23 aprile da un suo ex paziente, e mercoledì 3 maggio sarà presente alla fiaccolata che si terrà alle ore 20.00 davanti al teatro Politeama, per esprimere la propria solidarietà verso gli operatori sanitari e sociosanitari vittime di violenze da parte degli utenti e al contempo verso tutte le famiglie che vivono episodi come questi che si scatenano quotidianamente all’interno dei nuclei familiari e tra le mura domestiche, nel silenzio delle istituzioni e della politica, nell’indifferenza del mondo che li circonda. Il rischio di aggressioni nei confronti degli operatori nell’esercizio della professione è sintomatico delle inadempienze della politica e dell’insensibilità della comunità nazionale ai temi della salute e in particolare della salute mentale.

“Il nostro pensiero va alla famiglia a tutti i suoi colleghi e in particolare ai suoi tre figli – dice Caterina Cottone presidente dell’associazione e rappresentante della Consulta di Utenti e Familiari della Salute Mentale del Dipartimento di Palermo e Provincia composta da sei Associazioni di Familiari –. Siamo affranti, amareggiati e demoralizzati. Questa faccenda ha scosso tutti quanti e purtroppo accresce la distanza e l’indifferenza verso le malattie mentali. Ma attenzione a non generalizzare: Gianluca Paul Seung, con disturbi psichici noti e alle spalle una lunga lista di reati precedenti, non doveva essere a piede-libero. Questo dimostra come la giustizia spesso sia cieca e distaccata dalla realtà e come ancora oggi non si abbia idea di come gestire queste persone in base al disagio/disturbo di cui soffrono. Leggiamo ormai troppo frequentemente di questi fatti e non riguardano esclusivamente persone con problemi di salute mentale: le violenze in ospedale riguardano tutte le branche della medicina non soltanto della psichiatria.”

“Piena solidarietà e vicinanza – continua – verso tutto il personale sanitario che ogni giorno subisce aggressioni di ogni genere, verbali e fisiche e verso tutte quelle famiglie che quotidianamente, in casa, si trovano a dover affrontare, da sole, situazioni simili, nella disperazione più totale. Rappresento i familiari di persone con grave problemi di salute mentale – continua – e non vogliamo che i nostri figli, fratelli, sorelle,  siano giudicati “diversi” e pericolosi. Nonostante le malattie mentali siano molto comuni, sono ancora associate a un forte stigma e discriminazione. Le condizioni di vita delle persone con malattia mentale non dipendono solo dalla gravità della malattia, ma anche dal grado della loro accettazione da parte di famiglia, degli amici, dei datori di lavoro e della società in generale”.

Il pregiudizio, derivante da paura e incomprensione, crea un circolo vizioso di alienazione e discriminazione che si trasforma in un fenomeno di grave isolamento sociale e di emarginazione, che incide sulla qualità della vita di queste persone. È dimostrabile che lo stigma non solo allontana chi soffre dagli altri e da se stesso ma riduce anche le capacità di chiedere aiuto. Ogni giorno dai media arrivano notizie terribili, violenza sulle donne, sui minori, sugli anziani, fenomeno di bullismo in crescita, baby gang altra realtà in aumento, e allora noi in Italia abbiamo un grossissimo problema: la violenza. Questi fenomeni sono figli di una politica incompetente e ignara dalla realtà e di una comunicazione e di un linguaggio errati nell’affrontare un argomento così delicato e importante.

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