Case di cura

Il caso

Oasi di Troina, la replica dell’ex dg: «Ecco perchè mi hanno revocato l’incarico»

Claudio Volante sottolinea: «Appena ho iniziato ad operare piani di rientro e rateizzazione sono partiti gli attacchi e ho trovato, sulla mia strada verso la riforma dell’Istituto, ogni possibile ostacolo».

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Dopo la revoca del suo incarico di direttore generale, Claudio Volante ha inviato una nota di replica sostenendo che «l’Oasi Maria Santissima onlus di Troina, che è finanziata dall’assessorato regionale alla Sanità, si è avvalsa in questi anni di un sistema di società, come se fossero scatole cinesi». Inoltre aggiunge: «Appena ho iniziato ad operare piani di rientro e rateizzazione sono partiti gli attacchi e ho trovato, sulla mia strada verso la riforma dell’Istituto, ogni possibile ostacolo». Su queste affermazioni Insanitas ha contattato l’Oasi per una controreplica, se dovesse arrivare sarà pubblicata.

Intanto, l’ex dg sottolinea: «Prima non era prevista la figura del direttore generale e la legale rappresentanza era attribuita al presidente don Silvio Rotondo, coadiuvato dal direttore amministrativo Arturo Caranna, appena insediato sia il presidente del Cda che il direttore amministrativo mi ripetevano che l’organizzazione ed i rapporti tra le società facenti parte del gruppo dovevano rimanere inalterati. Dopo un’attenta verifica su queste società ho cominciato a chiedere spiegazioni».

Ed ancora: «L’Oasi Maria SS. Onlus è guidata da un Cda i cui componenti coincidono integralmente con quelli del Cda di una fondazione di natura privatistica ‘Oasi Città Aperta’, che ha al suo interno Oasi srl, presieduta dal direttore Giuseppe Ferrarello, la ‘Villaggio Cristo Redentore srl’, controllata da Oasi Città aperta al 30% e da Oasi Srl al 70%, ed un’altra società, Agrima, che possiede 750 ettari di terreno, presieduta da Giuseppe Ferrarello, lo stesso direttore di Oasi Srl».

«Tutte- spiega Volante- a vario titolo hanno rapporti di natura economica con la Oasi Maria SS. Onlus. L’Oasi srl risulta proprietaria di diversi immobili occupati a titolo di locazione dalla Oasi Maria SS. Onlus che corrisponde somme a titolo di locazione per circa 250.000 al mese. Inoltre sempre Oasi Srl ha contratti in corso per l’espletamento dei servizi pasti, manutenzione, lavanderia ed altro, è una società che non ha rapporti con terzi, ma con la Oasi Maria Ss. Onlus. I contratti prevedono per la Oasi Maria Ss. Onlus paghi circa 500mila euro mensili di cui circa 250mila per locazioni di immobili».

Inoltre, Volante sottolinea: «Non si rinvengono agli atti della Oasi Maria SS. Onlus ricerche di mercato o gare di alcun tipo per verificare la congruità dei prezzi riferibili ai servizi resi. La situazione appare più grave se si tiene conto della rilevante entità dei crediti vantati dalla Oasi Maria SS. nei confronti della “Oasi Srl” e della “Villaggio Cristo Redentore. Non risultano agli atti azioni dirette a tutela del credito vantato né atti di messa in mora ad eccezione della Pec che ho inoltrato il 7 ottobre dell’anno scorso».

Infine, afferma: «Risulta agli atti una scrittura transattiva del 2013 per ridurre il canone di locazione per un importo pari al 10%, circostanza irrilevante per il recupero dell’ingente credito, tant’è che la precedente amministrazione, guidata da Arturo Caranna, inizia operazioni bancarie ed economiche per ottenere liquidità e far fronte alle esigenze indifferibili della Oasi Maria SS. con esposizioni complessive per circa 60 milioni, di cui circa 10 milioni con tre istituti di credito ed il resto per le esposizioni con erario considerato che, dalla morte di padre Ferlauto, l’ex presidente, avvenuta nel 2017, non sono più stati pagati contributi e tasse per oltre 20 milioni di euro. Arrivando ad oggi a oneri passivi per indebitamento di oltre 1 milione l’anno».

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