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Oasi di Troina, la Cisl Fp: «Ecco come stabilizzare i precari»

Dal sindacato sottolineano la necessità della ridefinizione del piano del fabbisogno aziendale e che si tenga conto nelle assunzioni di tre criteri per i punteggi.

Tempo di lettura: 2 minuti

ENNA. La Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna è stata convocata all’Oasi di Troina per partecipare ad un primo incontro che servirà per determinare per l’avvio del piano di stabilizzazione del personale precario. Dal sindacato sottolineano: «In quella sede si rimarcherà la necessità della ridefinizione del piano del fabbisogno aziendale, anche alla luce degli eventi pandemici purtroppo ancora in atto, delle risorse erogate e degli atti normativi emanati di livello nazionale e regionale, che implementano le risorse umane ed economiche del servizio sanitario».

Attraverso il segretario generale Salvatore Parello, quello territoriale Giovanni Luca Vancheri e il segretario aziendale Maurizio Sturnio, la Cisl Fp chiederà quindi che la determinazione del piano del fabbisogno tenga conto dell’implementazione dei carichi di lavoro e delle attività Covid, e conseguente dotazione organica, prevedendo un piano triennale delle stabilizzazioni.

«Un piano delle assunzioni a ruolo- dicono dal sindacato- che tenga conto progressivamente, con criteri di equità, proporzionalità e diritto i posti vacanti disponibili (nella proiezione triennale), di tre criteri da attribuire in punteggio proporzionale, determinando cosi una legittima aspettativa, quale graduatoria di merito: un punteggio per il periodo o la specifica esperienza maturata oltre i 24 mesi; un punteggio per i titoli aggiuntivi posseduti oltre a quello utile quale requisito, ovviamente riconducibili alla funzione svolta; merito e performance di risultato stante le valutazioni di produttività. Questi criteri garantirebbero il reclutamento immediato di chi ha il maggiore punteggio (nella sommatoria dei tre fattori) di anno in anno secondo i posti vacanti disponibili».

Il sindacato ritiene, in tal modo, «che si possa garantire, nel piano triennale l’assorbimento di tutte le figure che sono state impiegate e dobbiamo riconoscere con grande zelo e dedizione, senza ledere le strategie aziendali atte a migliorare i servizi istituzionali ed evitare dispendio di tempo e risorse economiche per inutili contenziosi, vista la disponibilità del management all’apertura al confronto».

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