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La nota

Nuovo pronto soccorso del Policlinico Giaccone, Tuccio D’Urso: «Ecco la verità»

Le considerazioni dell'ex soggetto attuatore del commissario delegato per l'emergenza Coronavirus in Sicilia.

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PALERMO. «Nuovo pronto soccorso del Policlinico di Palermo, ecco la verità». Lo scrive in un comunicato stampa l’ingegnere Tuccio D’Urso (nella foto di Insanitas), ex soggetto attuatore del commissario delegato per l’emergenza Coronavirus in Sicilia, nel giorno in cui dopo numerosi mesi di attesa è stata inaugurata la nuova area di emergenza del “Giaccone”. Insanitas ha chiesto una replica sia all’attuale management del Policlinico che a quello precedente, non appena dovessero arrivare saranno pubblicate.

«Nel gennaio del 2021, dopo aver impiegato non più di 20 giorni per ottenere le nuove progettazioni esecutive, prendo in consegna i locali del pronto soccorso erano stati dichiarati da demolire dalla commissione di collaudo istituita dal Policlinico il luminare indicatomi per gli interventi di riqualificazione mi consegna un progetto dal costo di 3 milioni di euro, costo superiore alla stessa demolizione e ricostruzione- afferma D’Urso- Troviamo il cortile interno invaso dai liquami provenienti dai reperti di terapie intensiva. Con l’aggravante che fra questi liquami veniva trattata l’aria immessa nello stesso reperto. Nel piano seminterrato le tracce di almeno quattro clochard, nonché la sistematica asportazione delle preziose tubazioni in rame dei gas medicali. Questa è la situazione che avrebbe convinto qualunque tecnico di mia conoscenza a portare velocemente le carte alla magistratura inquirente perpetuando quella situazione in eterno».

Inoltre, D’Urso sottolinea: «Ovviamente ho proceduto con determinazione e impegno dopo essermi consultato col Presidente Musumeci e con l’assessore Razza. Aggiungo fra le difficoltà anche quella della situazione finanziaria non certo brillante dell’impresa vincitrice della gara, situazione che si è aggiunta a tutte le difficoltà prima elencate. Abbiamo risolto il problema strutturale spendendo appena 70 mila euro, e oggi quell’edificio è tra i più sicuri della città di Palermo, abbiamo rifatto per intero gli impianti di adduzione di gas medicali, rimettendo a norma, prima non lo erano, tutto il sistema di adduzione dei gas medicali del Policlinico, abbiamo dotato di 17 posti di terapia intensiva ultra moderni lo stesso Policlinico, rifatto per intero gli spogliatoi del personale medico e paramedico di tutto il complesso polichirurgico, messo in sicurezza sotto il profilo dell’antincendio tutti i reparti consegnati».

«Ci sono stati ritardi? Se il punto di partenza era lo sfascio che ho trovato a voi la risposta- aggiunge D’Urso- Ma vediamo a cosa non ha fatto il Policlinico soprattutto in quest’ultimo periodo. Non ha attrezzato il pronto soccorso né di impianti radiologici né della Tac. Oggi i pazienti che arrivano dopo un primo trattamento devono essere messi in ambulanza e portati in radiologia; figuratevi un politraumatizzato dopo un incidente stradale. Il Policlinico non ha poi completato il reparto di emodinamica del secondo piano necessario al trattamento degli infartuati o dei portatori di ictus. C’è poi il problema delle sale operatorie in cui manca un moderno filtro fra pazienti e operatori esterni per l’ accesso alle sale di pazienti ed operatori. In parole povere il paziente e il portantino che lo accompagna in sala operatoria entrano con gli stessi abiti e con le medesime scarpe da fuori fino a dentro le sale operatorie, lo stesso vale per i medici».

Infine, D’Urso sottolinea: «Questa è la situazione. Ma veniamo all’ intera città. Restano nel cassetto 5 pronto soccorso della città di Palermo, nuovi o da ristrutturare, in particolare: il nuovo complesso infettivologico da ubicarsi al CTO, con un pronto soccorso nuovo di zecca posto al piano terra. La completa ristrutturazione del pronto soccorso del Cervello, con un intero piano dedicato alla terapia sub intensiva ed intensiva. La totale ristrutturazione del pronto soccorso di Villa Sofia anche per eliminare l’ignobile attesa di decine di pazienti “accampati” nei corridoi. Il nuovo pronto soccorso pediatrico sempre di Villa Sofia. Infine il nuovo pronto soccorso dell’Ospedale dei bambini per ristrutturare integralmente quello esistente. Ripeto cinque nuovi pronto soccorso tutti progettati e finanziati di cui non si ha più traccia».

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