assistenti sociali

Nuovo contratto nazionale del comparto, la Cse Sanità: «Ecco perché non lo abbiamo sottoscritto»

5 giugno 2018

La nota di Elena Izzo e Salvatore Poidomani (collegio di presidenza).

 

di

La CSE Sanità, Federazione delle professioni sanitarie sociali tecniche e amministrative, ha condiviso la decisione della CSE (Confederazione Indipendente Sindacati Europei) di non procedere alla sottoscrizione definitiva del CCNL Comparto Sanità, firmato, invece, da gran parte dei sindacati presenti al tavolo dell’Aran (CGIL CISL UIL FSI E FIALS).

“Questa scelta è la dimostrazione che la nostra Organizzazione, pur partecipando a tutte le fasi della trattativa con spirito propositivo e determinazione, ha mantenuto un atteggiamento coerente rispetto ad un CCNL che risulta non dignitoso dal punto di vista economico e giuridico soprattutto dopo 9 anni di blocco contrattuale e che non soddisfa le istanze di tutte le Professioni della Sanità con cui ci siamo relazionati fin dalla nascita di questa Federazione”, sottolineano Elena Izzo e Salvatore Poidomani (collegio di presidenza Cse Sanità).

Ed aggiungono: “È evidente, infatti, la debolezza di un testo definitivo che non risponde alle aspettative delle Professioni del Comparto, che la CSE Sanità ha riassunto nel proprio Documento Programmatico, che non ha tenuto in debito conto il complesso delle osservazioni presentate durante tutta la Contrattazione, non ha accolto nessuna delle proposte di integrazione e di correzione, rispetto alla pre-intesa del 2 febbraio 2018, presentate in attesa del parere della Corte dei Conti, ed anzi ha mantenuto un’impostazione di base penalizzante per il pubblico dipendente e per l’autonomia e la valorizzazione delle Professioni rappresentate con un indebolimento forte delle relazioni sindacali”.

“Confermiamo quindi il nostro giudizio negativo nei confronti di un contratto che, dopo un lungo periodo di blocco, sia dal punto di vista economico che normativo, non risponde alle attese e alle istanze dei lavoratori e di tutti gli operatori impegnati quotidianamente a garantire il diritto alla salute, perché si continua a non valorizzare le risorse professionali su cui invece occorrerebbe puntare per promuovere ed attuare percorsi di innovazione assicurando maggiore efficacia, efficienza, appropriatezza e qualità degli interventi nell’ambito del sistema dei servizi socio-sanitari”.

La CSE Sanità ribadisce il proprio impegno “per la difesa dei diritti dei lavoratori della sanità, che porterà avanti sia attraverso un’azione propositiva sia mettendo in campo iniziative di carattere giuridico-legale, con il duplice obiettivo di agire nell’interesse dei lavoratori ma anche dei cittadini, mettendo così in relazione il diritto ad un lavoro dignitoso con il diritto alla salute”.

Clicca qui per leggere le ragioni del No della Cse

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Made with by DRTADV