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Case di cura

Manifestazione a Palermo

Nuovo contratto di lavoro atteso da 14 anni: scoppia la protesta nella Sanità privata

Alcuni lavoratori e i sindacati hanno manifestato davanti alla Clinica Candela di Palermo.

Tempo di lettura: 3 minuti

Stanchi delle discriminazioni che sono costretti a subire rispetto ai colleghi che operano nella sanità pubblica, i lavoratori della sanità privata questa mattina hanno protestato davanti alla Clinica Candela di Palermo.

Una scelta simbolica, quella del luogo, ma molto significativa: presidente del Consiglio di amministrazione della casa di cura di via Villareale è, infatti, Barbara Cittadini, presidente nazionale di Aiop.

“È vergognoso- dicono i segretari generali della Sicilia di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Sicilia, Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango- che questi lavoratori aspettino da oltre 14 anni  il rinnovo del loro contratto. Una discriminazione che appare ancora più grave se si pensa che, per far fronte alla grave emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, le professioniste ed i professionisti della sanità privata hanno dimostrato ancora una volta il loro attaccamento al lavoro e hanno operato per garantire il diritto e la continuità di cura e di assistenza a tutti i cittadini, presidiando senza sosta i luoghi di lavoro, le case di cura e le RSA”.

Nonostante una trattativa che dura da oltre 2 anni e 7 mesi e nonostante gli impegni già assunti sia dalle Regioni che dal Governo nazionale per sostenere il rinnovo del contratto, le parti datoriali Aiop e Aris hanno rinviato ancora, la settimana scorsa, la chiusura dell’accordo e la firma del contratto. Da questo malcontento è nata la manifestazione spontanea che si è svolta oggi a Palermo con un gruppo di lavoratori che, indossando tutti le mascherine di protezione, si sono recati in via Villareale con bandiere e cartelloni per chiedere che si sblocchino le trattative e si firmi finalmente il nuovo contratto di lavoro.

I sindacati sono sul piede di guerra e Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Sicilia hanno scritto anche all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, affinché “si adoperi per affermare il principio che i soggetti che operano in convenzione, accreditamento o concessione con il sistema pubblico devono vedere rispettati i propri diritti del lavoro oltre che delle norme che regolano il rapporto tra pubblico e privato”.

“Non è più pensabile – concludono Agliozzo, Montera e Tango – che lavoratori che operano con la stessa professionalità e lo stesso impegno dei loro colleghi del settore pubblico si ritrovino senza un riconoscimento economico di pari livello e senza alcuna certezza di poter accedere agli incentivi previsti per la gestione dell’emergenza coronavirus. Abbiamo messo in campo a sostegno di questi lavoratori una serie di iniziative che proseguiranno sino allo sciopero del 18 giugno e non ci fermeremo sino alla sottoscrizione del contratto di lavoro”.

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