Nuovo accordo collettivo nazionale, specialisti ambulatoriali sul piede di guerra

27 Luglio 2019

Stefano Palminteri, specialista odontoiatra dell’Asp di Caltanissetta e dissidente Sumai, spiega ad Insanitas i motivi della protesta.

 

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Si accende la polemica in vista del rinnovo dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni. Sono due, infatti, gli articoli che fanno storcere il naso e che fanno gridare all’ingiustizia.

Il primo, l’articolo 54, prevede che i medici prossimi alla pensione possano cedere, se lo desiderano e lo ritengono opportuno, parte del proprio monte ore (38), da redistribuire agli altri specialisti attraverso dei bandi e in base all’anzianità di servizio.

Almeno fino ad ora è andata così senonché, con il nuovo ACN, a poter accedere a queste ore potrebbero essere soltanto odontoiatri, cardiologi, otorini, neurologi, diabetologi, pediatri, radiologi, ma anche veterinari e psicologi con un età inferiore ai 43 anni.

«Il problema sta nel fatto che molti medici di 45-50 anni, che non hanno ancora il monte ore completo con circa 10-12 ore- spiega Stefano Palminteri (nella foto), specialista odontoiatra dell’Asp di Caltanissetta e dissidente Sumai (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana)- non possono più accedere al bando di ripubblicazione delle ore dopo anni di attesa».

Spesso inoltre gli specialisti ambulatoriali sono costretti ad espletare i propri turni in aziende diverse e questo articolo «limiterebbe anche la possibilità di ottenere il contratto a tempo indeterminato e di ridurre i trasferimenti in altre sedi per motivi logistici-familiari».

Il secondo ad essere contestato è l’articolo 19, comma 4 che riguarda principalmente gli odontoiatri e con cui secondo gli autori della protesta è stato mal interpretato il Dl 189/12, la cosiddetta “legge Balduzzi”, per cui è possibile lavorare nel SSN solo se in possesso di una specializzazione triennale post-lauream.

«Ma la legge non parla mai di ‘diploma’ di specializzazione- continua Palminteri- parola che non viene mai menzionata, ma di ‘titolo’ di specializzazione ed anzi, apre anche a titoli di specializzazione affini. Il titolo di studio in Odontoiatria è per legge equipollente a tutte quelle specializzazioni che hanno permesso ai medici di esercitare l’odontoiatria. Inoltre l’articolo fa riferimento anche al DPR n. 483 del 10.12.1997, e anche in questo caso viene richiesta la specializzazione e mai il diploma. La legge del 24 luglio 1985 n. 409 riconosce infatti ai laureati in odontoiatria il titolo di specialista. L’articolo 19 quindi precluderebbe agli odontoiatri di partecipare ai bandi per la ripubblicazione delle ore».

Si solleva quindi la protesta anche dalla Sicilia per richiedere il riesame dell’ACN. Il primo passo è quello di presentare “un’istanza al Comitato Aziendale della Specialistica di Caltanissetta per la rideterminazione di alcuni articoli dell’ACN.

Tramite il Comitato Aziendale Asp si potrà procedere all’inoltro al Comitato Regionale della Specialistica Ambulatoriale presso Assessorato alla Salute dove verrà attenzionata l’ipotesi di riordino.

«Qualora però il Comitato Regionale della Specialistica dovesse ritenere appropriato la rimodulazione di alcuni articoli congiuntamente al preposto assessorato- conclude Palminteri- si procederà all’inoltro a Roma presso il SISAC».

Intanto però una reazione immediata non si è fatta attendere: gli studi legali di Napoli, Palermo e Roma stanno procedendo ad inoltrare al Tar del Lazio una diffida degli art. 54 e 19, sia al SISAC sia al Sumai, per richiederne la sospensione.

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