Nuovi concorsi nella sanità siciliana un bluff? I manager difendono l’assessore Gucciardi

24 Marzo 2016

Lettera aperta dei direttori generali della aziende sanitarie: «I sindacati additano quasi all’untore chi invece vuole dare una svolta decisa alla nostra sanità. I criteri che prima dei nuovi concorsi danno priorità a vecchie graduatorie, mobilità e precariato storico sono quelli previsti dalla normativa».

 

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PALERMO. Delle annunciate assunzioni nella sanità siciliana, quelle relative ai nuovi concorsi saranno soltanto residuali? È l’argomento al centro del dibattito, da quando la circolare dell’assessorato della Salute ha fissato i criteri per le immissioni in ruolo dando precedenza alle vecchie graduatorie, alla mobilità e al precariato storico.

Ed oggi i manager delle aziende sanitarie siciliane scendono in campo in difesa dell’assessore Baldo Gucciardi, che su questo punto era stato attaccato dai sindacati.

«Con stupore abbiamo assistito a un susseguirsi di dichiarazioni di dirigenti sindacali e commenti da parte di alcuni organi di stampa, che in maniera concentrica, hanno preso di mira l’operato dell’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi», è il prologo della lettera aperta dei direttori generali, che prosegue così: «Si addita quasi all’untore chi invece vuole dare una svolta decisa alla sanità che quest’isola attende da decenni».

Poi la missiva aggiunge: «Insieme alla doverosa solidarietà all’assessore e all’uomo Gucciardi, per una serie di attacchi a nostro parere a volte strumentali, confermiamo che i posti annunciati nelle nuove piante organiche delle aziende sanitarie e ospedaliere della Sicilia ci sono tutti, e saranno tutti a tempo indeterminato».

«In merito poi alle procedure di reclutamento, l’assessore alla Salute non può che rispettare la disciplina vigente, che prevede prima la ricollocazione di eventuali esuberi, poi l’utilizzo di graduatorie valide su posti vacanti di vecchia istituzione (attivabili tempestivamente), la mobilità e per ultimo il concorso pubblico».

«Contestualmente le aziende potranno attivare la stabilizzazione dei precari in possesso dei requisiti di legge, nel limite massimo del 50% delle risorse assunzionali. Le linee di indirizzo regionali risultano formulate nel rispetto di tali norme».

«In pochi mesi è stato messo in moto nel rispetto delle indicazioni previste dal decreto Balduzzi, e prevedendo per la prima volta una temporalità, un meccanismo che lascerà il segno nella sanità siciliana, attraverso le linee guida, l’approvazione degli atti aziendali e la rideterminazione delle piante organiche».

«Certo poi, le procedure, le autorizzazioni, i pareri, spostano in avanti di settimane i diversi passaggi burocratici, ma al traguardo, state tutti certi, ci arriveremo».

«Ci si dimentica invece che i nostri ospedali e i nostri servizi territoriali da oltre sei anni devono fare i conti con il blocco delle assunzioni imposto dal governo nazionale, che solo in parte, e spesso sotto la nostra responsabilità anche contabile, abbiamo potuto ovviare con assunzioni a tempo determinato di personale medico e infermieristico».

«Adesso potremo non solo coprire tutti i nuovi posti previsti nelle piante organiche, ma anche reintegrare quelli che nel tempo erano venuti a mancare nelle precedenti. Qualcuno non ha fatto bene i conti: infatti le stabilizzazioni del personale precario in servizio che verranno avviate, in gran parte copriranno proprio quei posti».

«Leggiamo improvvisati matematici affermare che i nuovi posti nel servizio sanitario regionale si ridurrebbero da 5 mila a 500 e addirittura “a poche decine”. Alla fine del percorso che, assicuriamo, sarà nostra cura rendere il più veloce possibile e nella massima trasparenza, state certi che i numeri saranno forse anche più ampi rispetto a quelli annunciati dall’assessore Gucciardi».

«Ma alla fine di questo percorso di mobilità, stabilizzazioni e assunzioni, quello che conta veramente è che saranno evidenti i benefici per quello che è l’attore principale della sanità siciliana: il PAZIENTE».

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