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Nuove piante organiche, la richiesta degli accademici: “Non siano dimenticati gli assistenti sanitari”

L'appello è firmato dal professore Francesco Vitale, dalla professoressa Alessandra Casuccio e dal professore Walter Mazzucco

Tempo di lettura: 4 minuti

Si stanno ridefinendo proprio in questi giorni, su input dell’assessorato regionale alla Salute, le piante organiche di tutti gli ospedali pubblici siciliani. A tal proposito riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla nostra redazione dal Dipartimento di promozione della salute, materno-infantile, medicina interna e specialistica di eccellenza dell’Università di Palermo con la quale viene rivolto un appello ai direttori generali e, per conoscenza, al presidente della Regione Siciliana, perché non vengano trascurate le posizioni relative agli assistenti sanitari. Ecco qui di seguito il testo:

Nell’approssimarsi della definizione delle nuove dotazioni organiche delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della nostra Regione, riteniamo opportuno rivolgere un appello affinché le SS.LL. si facciano garanti della valorizzazione della figura professionale dell’Assistente Sanitario in seno al Servizio Sanitario Regionale.

Come è noto, da alcuni anni, anche in Sicilia è attivo un Corso di Studio in Assistenza Sanitaria, in atto incardinato presso la Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Palermo, che annovera circa 20 nuovi iscritti per anno accademico. Tale tipologia di corso, unitamente al Corso di Studio in Tecniche della Prevenzione negli ambienti di vita e nei luoghi di lavoro, insiste nell’offerta formativa della Classe della Prevenzione, che laurea ed abilita professionisti della Prevenzione inquadrati nel comparto sanitario e con obbligo di iscrizione in Albi Professionali dedicati.

Alla figura dell’Assistente Sanitario sono attribuite specifiche competenze di sanità pubblica, spendibili nell’ambito della promozione ed educazione alla salute, delle campagne di vaccinazione, degli screening di popolazione, delle direzioni sanitarie, delle indagini epidemiologiche, anche nel settore della medicina del lavoro e della medicina scolastica, nonché nella attuale emergenza pandemica COVID-19 anche nelle attività di “contact tracing” e di sorveglianza epidemiologica.

Tutte attività finalizzate a soddisfare il bisogno di salute espresso dalle comunità attraverso l’erogazione di prestazioni riferibili ai LEA della prevenzione ad opera delle Aziende territoriali ed Aziende Ospedaliere.

Non a caso, la figura professionale dell’Assistente Sanitario trova ampio spazio nelle piante organiche delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere in numerose regioni italiane, anche se prevalentemente situate nel nord del Paese.

A maggior ragione, nel contesto di una pandemia, l’Assistente Sanitario rappresenta un presidio irrinunciabile al fine di potenziare la capacità di risposta sanitaria della nostra Regione, in quanto figura non altrimenti vicariabile, bensì complementare alle altre professionalità sanitarie, per la sua naturale vocazione a servizio della popolazione generale e delle comunità. 

D’altra parte, il Decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020 “Emergenza COVID-19, attività di monitoraggio del rischio sanitario connesse al passaggio dalla fase 1 alla fase 2A”, puntualmente ripreso dalla Circolare dell’Assessorato per la Salute della Regione Siciliana n.2 Prot. 19238 del 20/05/2020, nel fare riferimento alle figure professionali della Prevenzione, citando espressamente gli Assistenti Sanitari, prevede che “Sulla base delle stime dell’ECDC, per garantire in modo ottimale questa attività essenziale dovrebbero essere messe a disposizione nelle diverse articolazioni locali non meno di 1 persona ogni 10.000 abitanti includendo le attività di indagine epidemiologica, il tracciamento dei contatti, il monitoraggio dei quarantenati, l’esecuzione dei tamponi, preferibilmente da eseguirsi in strutture centralizzate (drive in o simili), il raccordo con l’assistenza primaria, il tempestivo inserimento dei dati nei diversi sistemi informativi.”

Pertanto, si chiede che le SS.LL., ciascuno per la parte di propria competenza, prevedano l’inserimento nelle nuove piante organiche delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della nostra Regione di un congruo numero di Assistenti Sanitari, oltre che per le summenzionate ragioni anche per arrestare il “brain drain” dei laureati in Assistenza Sanitaria verso le altre Regioni del Paese.

Confidando in un positivo riscontro alla presente, si porgono distinti saluti.

La lettera porta la firma del professore Francesco Vitale, Decano degli Ordinari di Igiene e Medicina Preventiva delle Università Siciliane; della professoressa Alessandra Casuccio, Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università degli Studi di Palermo e del professore Walter Mazzucco, Coordinatore dei Corsi di Studio della Prevenzione, Università degli Studi di Palermo

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