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Nuova rete ospedaliera siciliana, Razza: «Ecco il decreto che recepisce le indicazioni ministeriali»

11 Gennaio 2019

L'annuncio dell'assessore regionale alla Salute.

 

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PALERMO. «Come richiesto dal Ministero della Salute, con nota trasmessa lo scorso dicembre e recante protocollo n. 0040159 del 17 dicembre 2018, ho adottato questa mattina il decreto sulla programmazione della Rete ospedaliera della Regione».

Lo afferma su Facebook l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, sottolineando: «Il documento, esattamente come avvenuto in previsione della rete approvata nel 2017, recepisce, con un cronoprogramma, le richieste formulate dal Ministero in relazione alla riduzione delle unità complesse, secondo la previsione di rete, nonché sulla rete emergenziale e sui punti nascita».

E aggiunge: «Con riferimento a questi ultimi, avendo il tavolo tecnico rimandato al Comitato del percorso nascita nazionale, lo stesso Comitato si è pronunciato il 18 dicembre 2018 concedendo alla nostra Regione una ulteriore deroga, con verifica da attuare a sei mesi e poi ad un anno”.

Infine, Razza sottolinea: «Alcune indiscrezioni di stampa hanno probabilmente indotto il ministro Grillo a ritenere che la Regione potesse eludere il parere trasmesso. Non è così, come da me dichiarato già nei giorni scorsi, e non potrebbe mai esserlo: siamo stati educati alla cultura delle istituzioni e riteniamo che la collaborazione con il Ministero, fino ad oggi proficua, sia posta nell’interesse esclusivo dei cittadini, che tutti riteniamo imprescindibile. La prossima settimana, il 23 gennaio, vorrò incontrare le parti sociali per proseguire nel dialogo avviato e per iniziare ad affrontare i criteri per la redazione dei nuovi atti aziendali».

In particolare entro il 2020 dovranno essere gradualmente “tagliate” circa 140 unità operative complesse (con altrettanti posti di primario) e la valutazione sarà fatta in base alle performance. Entro giugno bisogna eliminarne 32, altre 46 entro dicembre 2019 e 60 prima del mese di giugno 2020.

Inoltre le deroghe alla chiusura dei punti nascita che non raggiungono 500 parti annui potranno essere consentite solo fino al 31 dicembre del 2019. Una “sforbiciata” è prevista anche per 23 punti territoriali di emergenza che non raggiungono il numero minimo di prestazioni.

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