Nuova rete ospedaliera siciliana, la Cgil: «È un atto di coraggio, ora si intervenga pure sul 118»

10 Gennaio 2017

Lo dicono Mimma Argurio (segreteria regionale) e Renato Costa (responsabile della Cgil medici).

 

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PALERMO. «Il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera è  frutto di un serrato confronto ed è un atto di coraggio di tutti gli  attori che hanno partecipato al tavolo che permetterà di dare risposte  al bisogno di salute. Perché questo avvenga bisognerà però realizzare  un’adeguata medicina del territorio senza la quale ospedali e pronto  soccorso resteranno impropriamente affollati per patologie curabili  altrove».

Lo dicono Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil e  Renato Costa (nella foto), responsabile della Cgil medici a proposito del piano  regionale per gli ospedali aggiungendo che «altra condizione fondamentale è la rivisitazione della rete di emergenza e urgenza del  118, oggi inadeguata rispetto alle esigenze, che dovrà anche essere  dotata di organico proprio, in modo da garantire la necessaria  continuità assistenziale».

Argurio e Costa specificano che «su questi  temi il sindacato vigilerà. Il nostro auspicio- specificano- è che il  confronto governo- confederazioni sindacali riprenda subito». Sulla rete  ospedaliera i due esponenti sindacali specificano che «avendo come confini il decreto Balduzzi alcune scelte sono state obbligate. È stato  tuttavia possibile aumentare i Dea di primo e secondo livello  (Dipartimenti di emergenza e accettazione), tenere aperti piccoli  ospedali, favorire le zone disagiate, mantenere ospedali in zone particolari come Priolo e Niscemi, sedi del petrolchimico e del Muos».

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