sanità siciliana

Nuova rete ospedaliera siciliana, Gucciardi convoca i sindacati il 27 marzo per “comunicazioni”

16 Marzo 2017

Lo fa sapere il sindacato Anaao Assomed, che sottolinea: «Speriamo che non si tratti di un’ulteriore manovra tesa a prendere tempo».

 

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CATANIA . «Il 7 marzo è pervenuta alle organizzazioni sindacali una convocazione dell’assessore alla Salute per il prossimo 27 marzo avente per oggetto “Comunicazioni inerenti la Rete Ospedaliera“».

Lo fa sapere Pietro Pata, segretario regionale di Anaao Assomed Sicilia, sottolineando: «Vorremmo conoscere l’oggetto di tali “comunicazioni”. Temiamo fortemente che si tratti di un’ulteriore manovra tesa a prendere tempo. Insomma un “annacariamento”».

«Negli ultimi 2 mesi- continua la nota del sindacato- si sono accentuati i “rumors” circa una possibile bocciatura della Rete da parte del Ministero dell’Economia, nella formulazione presentata il 9 gennaio scorso dall’assessore Gucciardi, e si sono succedute svariate audizioni presso la Commissione Salute e Affari Sociali dell’Ars, nelle quali sono state presentate nuove istanze di “promozioni” di questo o quel presidio ospedaliero. Assessore Gucciardi, siamo fortemente preoccupati. Sono quasi 4 anni, dall’inizio di questa legislatura, che il problema della “Rete Ospedaliera” è sul piatto della bilancia in cui si soppesano solo i contro. Ora, come è prevedibile, stiamo arrivando alle nuove elezioni e della Rete non vi è ancora uno straccio di decreto».

Poi Pata aggiunge, sempre rivolgendosi all’assessore: «Non possiamo credere che lei accetti supinamente che la mancata riforma della Sanità siciliana costituisca un’evidente ulteriore macchia sulla veste non immacolata del Governo di cui fa parte. Oppure possa consentire che sulla Rete Ospedaliera si fondino strategie elettoralistiche di pessimo gusto».

Infine, l’appello: «Insomma, assessore Gucciardi, faccia chiarezza e ci consenta di portare, all’incontro del 27 marzo, un reale contributo per definire questo accidentato percorso istituzionale, al fine di migliorare la risposta di salute, attivare quei meccanismi virtuosi di reclutamento del personale e permettere una razionale utilizzazione di quei circa 9 miliardi di euro, frutto del riparto del Fondo Sanitario Nazionale per il 2017».

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