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Emergenza urgenza

L'appello del sindacato

Nuova rete ospedaliera, lo Snami: «Sul 118 la provincia di Messina è ancora penalizzata»

Il sindacato manifesta apprezzamento per il potenziamento previsto su tutta la Sicilia, tuttavia chiede a Razza di non depotenziare il servizio nel Messinese.

Tempo di lettura: 2 minuti

MESSINA. Secondo lo Snami, luci e ombre nella nuova rete ospedaliera siciliana relativamente all’emergenza-urgenza 118. Il sindacato, infatti, da un lato manifesta apprezzamento per il potenziamento del servizio attraverso la medicalizzazione di maggiori ambulanze su tutto il territorio regionale, dall’altro sottolinea che Messina resta penalizzata.

Antonino Grillo (segretario Snami Messina) e Marcello Savasta (Responsabile Emergenza Sanitaria Territoriale Messina) affermano: «Con la decisione di demedicalizzare un’ambulanza nel centro città (postazione Mandalari), e la chiusura di ben 5 PTE (Scaletta, Messina Nord, Messina Sud, Torregrotta e Falcone), Messina resta sorprendentemente penalizzata nell’attuazione dello stesso progetto di potenziamento pubblicizzato dal Governo regionale».

Il timore dello Snami è sopratutto che «venga compromessa l’efficienza ed efficacia delle reti tempo dipendenti, pilastro su cui si fonda l’attività dei medici del 118. Inutile ricordare come solo il medico possa porre diagnosi, iniziare la terapia salvavita ed indirizzare il malato verso la struttura più idonea per la patologia corrente e non il Pronto Soccorso più vicino».

Il sindacato, pertanto, auspica  che l’assessorato alla Salute «possa rivalutare l’idea di contrazione dell’offerta di emergenza sanitaria su Messina e mantenere tutte le postazioni attualmente medicalizzate ed i PTE presenti sul territorio».

E aggiunge: «Sicuramente necessitano, come spesso chiesto dallo Snami, di un efficientamento logistico e  di offerta assistenziale, ma già così garantiscono migliaia di prestazioni a bassissimo costo, che invece andrebbero poi a gravare esclusivamente sui servizi di emergenza territoriale, delle reti tempo dipendenti e sulle attività di PS, rendendoli inefficienti».

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