Nuova rete ospedaliera, c’è chi dice no: sarà un disastro e addio ai piani di assunzione

10 Settembre 2016

Si profila l’ipotesi di una nuova convocazione dei direttori, già la prossima settimana, per rettificare le schede.

 

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Dietro alla parola d’ordine “il rispetto della legge Balduzzi prima di tutto!” pare si stia consumando un altro flop di questo governo. Con la proposta di rete si prospetta il rischio di andare incontro un disastro di proporzioni inusitate: si sguarniscono ospedali di servizi essenziali, non si mettono in condizioni le aziende di garantire il “raggiungimento degli esiti”, si uccide la speranza di migliorare il sistema per non parlare di concorsi e assunzioni che si allontanerebbero in modo definitivo.

E’ evidente infatti che se si riducono così drasticamente le unità operative avremo conseguentemente minor personale. Altro che concorsi. Solo esuberi. Ne sanno qualcosa i dipendenti del Giglio di Cefalù, già in stato di mobilitazione per i licenziamenti annunciati.

Più che con la Balduzzi, che non prevede la chiusura ad esempio delle rianimazioni, si affronta il tema della organizzazione sanitaria con un metodo ragionieristico approssimativo che fa rimpiangere la severità di Massimo Russo, che simpatico non era, ma almeno i conti li sapeva fare.

Il giudizio di chi ha visto e non può parlare è severo. In molti parlano di errori grossolani contrari ai principi fondamentali dell’organizzazione, ma a denti stretti perché dall’assessorato è giunto, a chiare lettere, un inedito invito al silenzio che molti d.g. hanno mal digerito, come è stata mal digerita la decisione di consegnare a ciascun direttore generale solo la scheda relativa alla propria struttura, senza avere così la possibilità di vedere come saranno strutturati gli ospedali con cui bisognerà fare rete all’interno dello stesso distretto.

Già dal pomeriggio di ieri circolano voci su presunti errori: che siano state distribuite schede sbagliate? Si profila anche l’ipotesi di una nuova convocazione dei direttori, già la prossima settimana, per rettificare le schede.

Non si può essere contrari al risparmio, alla migliore efficienza, perfino alla chiusura di alcuni presidi ospedalieri ridondanti e pericolosi, ma non si può cedere ad una modalità esclusivamente economica che piuttosto che la persona metta al centro del sistema casse regionali che potrebbero rigenerarsi con un sistema invece efficace e di buona qualità.

 

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