tampone nonna iole

Nonna Iole, quarto test negativo. Il suo caso riaccende il dibattito sui tamponi

16 Maggio 2020

L'altalena di risultati dei 4 tamponi fatti alla donna dimostrano quanto già affermato dalla comunità scientifica: l'attendibilità degli esiti del tampone non supera il 70%

 

di

Un’altalena di esiti (e di emozioni) ma alla fine ciò che conta davvero è che nonna Iole Neri e la sua famiglia possono tirare un sospiro di sollievo. La signora, che ha compiuto cento anni lo scorso 4 gennaio, all’esito del quarto tampone non ha il coronavirus. Si conferma, dunque, quanto avevano detto al Covid Hospital di Partinico: Iole Neri è clinicamente guarita. La signora, come da protocollo, aveva eseguito due tamponi. Trascorsi tredici giorni, era stata dimessa e aveva potuto riabbracciare la sua famiglia. Ma qui arriva la notizia che non si aspettava: aveva di nuovo il coronavirus. La donna, infatti, era stata sottoposta ad un terzo tampone, per via di uno studio in corso tra il nosocomio di Partinico e l’università di Palermo. Questo era risultato, come ci aveva detto ieri Enzo Provenzano, responsabile del Covid Hospital, debolmente positivo. Subito, sia lei che la sua famiglia erano stati messi in quarantena ed era stata avviata la procedura per far eseguire i tamponi a tutti. Il primo, vista anche l’età, era stato fatto alla donna. Quarto tampone che è risultato negativo. E’ di nuovo festa, dunque, in casa della donna che ha ufficialmente battuto, si può dire, per due volte il coronavirus. Ora i tamponi, per sicurezza, saranno fatti nei prossimi giorni su tutti i componenti della famiglia di Iole. E anche alla stessa donna ne sarà fatto un quinto per avere la certezza che è tutto definitivamente passato.

IL TAMPONE IL 30% DELLE VOLTE NON E’ AFFIDABILE, ECCO ALCUNI MOTIVI

«È importante sottolineare che il tampone è tutt’altro che infallibile: è stato dimostrata una falsa negatività in più del 30% dei pazienti affetti da Covid-19, evidenza che porta a dover reiterare il tampone per incrementarne l’affidabilità diagnostica e per poter monitorare i soggetti a rischio nel tempo» questa è la conclusione messa per iscritto, già lo scorso mese di aprile, nella relazione conclusiva di uno studio osservazionale condotto dalla clinica otorinolaringoiatrica dell’Ospedale Civile di Brescia che ha sottoposto a tampone più di 500 pazienti con dimostrata positività al Sars-Cov-2 ricoverati, di questi più del 30% sono risultati negativi. Lo studio non spiega il perchè, si limita ad offrire alla comunità scientifica il dato, sicuramente significativo.

Ma in realtà il dibattito fra i virologi italiani intorno al tampone ed alla sua attendibilità non si è mai sopito. Di certo, ad oggi, è l’unico strumento valido per scoprire se si è positivi al Covid-19 oppure no (i test sierologici infatti, non individuano la presenza del virus ma degli anticorpi). Ma, come dimostra il caso di Nonna Iole, il tampone rinofaringeo ha dei limiti. Lo studio condotto dall’Ospedale Civile di Brescia non è il solo che riporta un’attendibilità che non supera il 70% ed alcuni motivi sono stati anche chiariti, fra questi, ad esempio può capitare che durante il prelievo del materiale organico vengono raccolte anche tracce ematiche, cioè piccolissime quantità di sangue che compromettono il risultato. Il virus inoltre può attaccare più organi, può accadere dunque che non si trovi più nelle alte vie respiratorie, pensiamo ad una contaminazione avvenuta attraverso gli occhi. C’è poi, come spiegato dal direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive Massimo Andreoni, un problema di manualità: “Nel nostro ospedale (Policlinico Tor Vergata di Roma) abbiamo notato che il tampone è molto operatore-dipendente. Ci sono operatori che hanno in gran parte risposte positive dai pazienti, altri che ne hanno in batteria di negative. L’esecuzione richiede un certo expertise. Se fatto male, il tampone può dare esito negativo. Sappiamo poi che a volte quando sembra che il virus non è più replicante, invece riprende a moltiplicarsi». Del resto a confermare i limiti del tampone è stato, senza troppi giri di parole, il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza: “Gli esiti del tampone non sono sicuri al 100%. C’è incertezza ed è bene ammetterlo”.

 

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV